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News
27/12/2016

Versamenti F24: ritorno all'antico col Dl Fiscale

Con l’F24 si torna all’antico per i non titolari di partita Iva. Il modello di versamento, infatti, a seguito delle modifiche introdotte (o forse sarebbe più corretto dire re-introdotte) dal Dl “Fiscale” 193/2016, “torna a viaggiare su carta anche per i pagamenti di importo superiore a 1.000 euro”, come informa FiscoOggi, magazine on line dell’Agenzia delle Entrate. Ciò a patto che il modello non contenga compensazioni con altri crediti tributari e contributivi. La norma mira a semplificare la vita dei cittadini meno avvezzi all’uso degli strumenti telematici, come per esempio le persone anziane. Viene quindi meno l’obbligo, contenuto nel precedente Dl 66/2014 (articolo 11, comma 2, lettera c), di utilizzare l’F24 telematico per i versamenti di importo superiore a 1.000 euro da parte delle persone fisiche non titolari di partita Iva.

Prima del Dl Fiscale...

Fino al 2 dicembre 2016, a decorrere dal 1° ottobre 2014, è valso in pratica l’obbligo di presentare esclusivamente per via telematica, mediante i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate oppure tramite i servizi di internet banking messi a disposizione dagli intermediari della riscossione convenzionati con la stessa Agenzia (banche, Poste Italiane e Agenti della riscossione, prestatori di servizi di pagamento), i modelli F24 con saldo superiore a 1.000 euro (a prescindere dalla presenza di crediti utilizzati in compensazione). Idem per i modelli F24 contenenti crediti utilizzati in compensazione, con saldo finale maggiore di zero. Nella sostanza, la possibilità di utilizzo del modello F24 cartaceo era consentita ai soli cittadini non titolari di partita Iva per:

  • somme pari o inferiori a 1.000 euro (senza crediti in compensazione);
  • modelli con saldo finale superiore a 1.000 euro, ma precompilati dall’ente impositore (ad esempio dall’Agenzia delle Entrate o dal Comune), sempre senza compensazione;
  • crediti d’imposta fruibili in compensazione esclusivamente presso gli agenti della riscossione.

Le “nuove” regole

Di contro, con l’entrata in vigore del Dl “Fiscale” 193/2016, le nuove regole sono in realtà una “riedizione” di quelle vecchie, rimaste valide sino al 30 settembre 2014, prima appunto che arrivasse il Dl 66/2014. Dal 3 dicembre 2016, dunque, i contribuenti persone fisiche, non titolari di partita Iva, possono nuovamente decidere se effettuare i pagamenti F24 in via telematica – cioè tramite i servizi online dell’Agenzia delle Entrate o attraverso l’home banking del proprio istituto di credito – o se invece affidarsi alle modalità tradizionali presentandosi con il modello di pagamento cartaceo presso una banca, un ufficio postale o uno sportello degli agenti della riscossione (Equitalia). Se quindi si dovesse optare per il modello cartaceo, il pagamento potrà essere effettuato in contanti o, in alternativa, tramite:

  • assegni bancari e circolari presso le banche
  • assegni bancari e circolari e/o vaglia cambiari presso gli agenti della riscossione
  • carta Pagobancomat presso gli sportelli bancari e degli agenti della riscossione dotati di terminali elettronici idonei
  • assegni postali, assegni bancari su piazza, assegni circolari, vaglia postali, o carta Postamat presso gli uffici postali.

Tali regole, in ogni caso, non si applicano agli F24 che presentano compensazioni con altri crediti, per i quali si deve necessariamente passare dai servizi di home banking di banche e poste o per i servizi telematici delle Entrate, con addebito su conto corrente. Non cambiano, invece, le regole per i contribuenti titolari di partita Iva. Questi ultimi, infatti, dovranno continuare a utilizzare obbligatoriamente l’F24 telematico per tutti i pagamenti: imposte, contributi e premi, nonché somme spettanti agli enti e alle casse previdenziali.

(Fonte: FiscoOggi.it)

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