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News
21/12/2016

Unico tardivo: volata finale per la scadenza del 29 dicembre

Fino al 29 dicembre resterà aperta la possibilità di consegnare telematicamente una dichiarazione tardiva Unico 2016 per tutti i contribuenti che pur dovendo fare il 730 o l’Unico relativamente all’anno d’imposta 2015 non l’hanno ancora presentato. Tra una dichiarazione tardiva e una omessa passa dunque una bella differenza. Per dichiarazione tardiva si intende appunto un modello presentato oltre la scadenza ordinaria del 30/9, ma non più tardi di 90 giorni (che cadono appunto il 29 dicembre). Una dichiarazione omessa corrisponde invece a una dichiarazione presentata con un ritardo superiore ai 90 giorni dalla scadenza ordinaria oppure non presentata affatto. La sostanza ad ogni modo non cambia, sempre di omissione si tratta.

Secondo quanto previsto dal D.Lgs. n. 471/1997, poi modificato dal D.Lgs. n. 158/2015, a partire dal 1° gennaio 2016 la sanzione applicabile per l’omessa presentazione della dichiarazione varia a seconda della presenza o meno di imposte dovute. Dunque:

  • Nel caso in cui siano dovute imposte andrà dal 120 al 240 per cento delle stesse, partendo comunque da un minimo di 250 euro;
  • Se invece non sono dovute imposte andrà da un minimo di 250 a un massimo di 1.000 euro.

L’amministrazione ha comunque un occhio di riguardo per quelle dichiarazioni che, pur restando omesse, vengono presentate entro la scadenza della dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo (ad esempio un Unico 2016 presentato entro il 30 settembre 2017). In tal caso la sanzione amministrativa varia:

  • Dal 60 al 120 per cento delle imposte dovute, partendo da un minimo di 200 euro;
  • Oppure da un minimo di 150 a un massimo di 500 euro se non sono dovute imposte.

Le dichiarazioni, invece, relative al periodo d’imposta 2015 e presentate fra il 1° ottobre e il 29 dicembre 2016, saranno considerate tardive. Per forza di cose, l’invio tardivo della dichiarazione presuppone il ricorso all’istituto del ravvedimento operoso, essendo di per sé un’ammissione di colpa che il contribuente fa per non aver presentato entro i termini di legge la dichiarazione.

Anche in questo caso si distinguono due casistiche: imposta dovuta e imposta non dovuta. Quando l’imposta non è dovuta la sola sanzione resta quella fissa di 25 euro comminata per l’invio tardivo. Inoltre, in caso di imposta dovuta, vi è anche la sanzione determinata a seconda del ritardo del versamento, e cioè:

  • dallo 0,2 all’1,4 per cento entro 14 giorni (1/15 per ogni giorno di ritardo);
  • 1,5% entro 30 giorni (1/10 del 15%);
  • 1,67 entro 90 giorni (1/9 del 15%);
  • 3,75% entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta nel corso del quale è stato effettuato il versamento in ritardo (1/8 del 30%);
  • 4,2857% entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo a quello nel corso del quale è stato effettuato il versamento in ritardo (1/7 del 30%);
  • 5% oltre il termine di presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo a quello nel corso del quale è stato effettuato il versamento in ritardo (1/6 del 30%).

Luca Napolitano

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