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News
11/04/2018

Tagesmutter: detraibiltà di pari passo agli asili nido

Se in possesso delle giuste affinità con gli asili nido veri e propri, anche i servizi domiciliari forniti dalle cosiddette “mamme di giorno” (tagesmutter) sono suscettibili di detrazione nel Modello 730 alle medesime condizioni dei nidi. In termini di legge si considerano asili nido quelle “strutture dirette a garantire la formazione e la socializzazione delle bambine e dei bambini di età compresa tra i tre mesi e i tre anni”.

Il Fisco in sostanza garantisce sulle spese di frequenza sostenute dalle famiglie per gli asili nido una detrazione del 19% su un importo annuo pari al massimo a 632 euro riferito a ciascun figlio. Tradotto in termini pratici, per ciascun figlio, il genitore che durante l’anno abbia sostenuto il versamento delle rette di frequenza all’asilo, potrà detrarre un massimo di 120 euro in dichiarazione dei redditi (cioè il 19% di 632).

Come dirimere allora il dubbio sulle tagesmutter? È indicativo quello che ci scrive un nostro lettore: “Ho iscritto mio figlio ad un servizio di tagesmutter gestito da una cooperativa presso una casa di una mamma che, opportunamente formata, accoglie bambini di età compresa tra i 2 mesi ed i 3 anni, fornendo un servizio al pari di un asilo nido. Mi chiedevo se fosse possibile detrarre la retta che pago mensilmente”.

In linea di massima la risposta è sì. Va però considerato che la detraibilità delle cd “Tagesmutter” è assicurata in automatico per i servizi forniti nell’ambito della sola provincia di Bolzano. Ciò non significa che nel resto d’Italia la detrazione sia esclusa, ma si dovrà dimostrare che il servizio offerto da queste “mamme a domicilio” rispetti determinati parametri qualitativi e professionali.

Quindi, scrive l’Agenzia delle Entrate nella Circolare 11/2014, “occorre verificare se il servizio fornito dagli assistenti domiciliari all’infanzia abbia le caratteristiche di una prestazione erogata presso un asilo nido privato. Tali asili, al pari di quelli pubblici, sono caratterizzati dalla presenza di una struttura organizzativa idonea a garantire l’educazione e l’assistenza alla prima infanzia con carattere di continuità e per un periodo di tempo almeno pari a quello delle strutture pubbliche.

Deve, quindi, essere in concreto verificata l’affinità dei presupposti e delle finalità servizio di assistenza domiciliare all’infanzia a quelle degli asili nido, nonché la conformità dello svolgimento delle attività, quanto a modalità gestionali e caratteristiche strutturali. In presenza delle suddette condizioni di assimilabilità, le spese sostenute dai genitori per tali prestazioni possono essere ammesse in detrazione”.

In conclusione, al di fuori della provincia di Bolzano “rimane ferma la necessità di verificare in concreto l’affinità dei presupposti e delle finalità del servizio di assistenza domiciliare all’infanzia a quelle degli asili nido, nonché la conformità dello svolgimento delle attività, quanto a modalità gestionali e caratteristiche strutturali”.

Luca Napolitano

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