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22/12/2016

Successione: in caso rimborso non serve l'integrativa

Esonero, documenti e dichiarazione integrativa. Sono questi i tre aspetti della successione che l’articolo 11 del Dlgs 175/2014 ha semplificato, allentando in primis le maglie dell’obbligo dichiarativo, introducendo poi una maggior elasticità nella raccolta documentale ed infine alleggerendo gli adempimenti a carico degli eredi, in virtù delle informazioni già a conoscenza dell’amministrazione. Cominciamo allora dal primo punto: le nuove soglie di esonero. In tal caso la modifica interviene sul settimo comma dell’articolo 28 del Tus, ovvero il Testo unico delle Successioni (Dlgs del 31 ottobre 1990, n. 346), escludendo l’obbligo di presentare la dichiarazione di successione nei casi in cui l’eredità:

  • sia devoluta al coniuge e ai parenti in linea retta;
  • abbia un valore non superiore a 100.000 euro;
  • non comprenda beni immobili o diritti reali immobiliari.

L’asticella è stata quindi innalzata dai precedenti 25.833 euro, che costituivano appunto il vecchio limite dell’attivo ereditario entro il quale sussisteva l’esenzione dall’obbligo di consegna della dichiarazione di successione.

Secondo punto sono i documenti necessari, indicati all’articolo 30 del Tus. In pratica le prime due lettere dell’articolo 30, a) e b), sono rimaste invariate, con l’obbligo quindi di presentare sia il certificato di morte che il certificato di stato di famiglia del defunto e degli eredi/legatari che sono in rapporto di parentela/affinità col defunto stesso. I cambiamenti riguardano invece le seguenti lettere, dalla c) alla i), con la possibilità di sostituire le "copie autentiche" dei documenti ivi indicati con "copie non autentiche", fatta salva comunque "la facoltà dell’Agenzia delle Entrate di richiedere gli stessi documenti in originale o in copia autentica".

Veniamo così al terzo punto: l’eventuale dichiarazione integrativa/sostitutiva. In pratica il nuovo sesto comma dell’articolo 28 del Tus, a seguito delle modifiche apportate dall’articolo 11 del Dlgs 175/2014, prevede che: "Se dopo la presentazione della dichiarazione di successione sopravviene un evento diverso da quelli indicati all’art. 13, comma 4 (del Tus, ndr), e dall’erogazione di rimborsi fiscali, che dà luogo a un mutamento della devoluzione dell’eredità o a un’applicazione dell'imposta in misura superiore, i soggetti obbligati, anche se per effetto di tale evento, devono presentare la dichiarazione sostitutiva o integrativa".

Di converso si sta dicendo implicitamente che in caso di rimborsi fiscali spettanti al de cuius, ma di fatto destinati agli eredi, gli eredi stessi saranno sollevati dall’obbligo di presentare una dichiarazione di successione integrativa. Nel concreto, allora, la Circolare n. 31/E del 2014 riferiva che "l’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate, nel liquidare l’imposta di successione dovuta, terrà conto degli eventuali rimborsi fiscali erogati", essendo appunto l’Agenzia l’organo deputato tanto alla liquidazione dell’imposta quanto all’erogazione dei rimborsi.

Luca Napolitano

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