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News
12/09/2017

Sisma ed Ecobonus: cessione easy per i condomìni minimi

Il condomìnio minimo, che abbia un numero di inquilini non superiore a otto, può far affidamento a uno dei condòmini – anche se non formalmente investito della carica di amministratore – per avviare la procedura di cessione dell’Eco e Sismabonus introdotta dalla Legge di Bilancio 2017. Come stabilisce la norma, in relazione alle spese effettuate nel periodo 1° gennaio 2017 – 31 dicembre 2021, per effettuare la cessione del credito, i condòmini, se i dati della cessione non sono stati indicati nella delibera assembleare di approvazione degli interventi, devono comunicare all’amministratore di condominio, entro il 31 dicembre del periodo d’imposta di riferimento, l’avvenuta cessione del credito indicando, oltre ai propri dati, anche denominazione e codice fiscale del cessionario che ha accettato.

L’amministratore, a sua volta, comunica annualmente all’Agenzia delle Entrate, entro il 28 febbraio, i dati identificativi e l’accettazione del cessionario nonché l’ammontare del credito d’imposta ceduto sulla base delle spese sostenute dal condominio entro il 31 dicembre dell’anno precedente e in più consegna al condòmino la certificazione delle spese a lui imputabili, indicando il protocollo telematico con il quale ha effettuato la comunicazione all’Agenzia delle Entrate (il cui mancato invio rende inefficace la cessione del credito).

Come sopra accennato, i condomìni “minimi” che non abbiano nominato un amministratore in quanto non obbligati, possono intraprendere la suddetta procedura di cessione del credito d’imposta, incaricando un qualunque condòmino di effettuare gli adempimenti con le modalità e nei termini previsti per gli amministratori di condominio. Come reso noto da un recente comunicato dell’Agenzia delle Entrate, possono cedere il credito (teoricamente spettante) anche i contribuenti collocati nella cd “no tax area”, vale a dire i soggetti che, vuoi per espressa previsione, vuoi perché l’imposta lorda è assorbita dalle detrazioni previste dal Tuir, non sono soggetti al versamento dell’Irpef. Questi ultimi inoltre, a dispetto della regola generale, che dispone la cessione di Sisma ed Ecobonus esclusivamente all’indirizzo di ditte e fornitori, ricavandone a stretto giro uno sconto sui lavori, possono cedere l’Ecobonus anche alle banche o agli intermediari finanziari.

Nel concreto il credito cedibile corrisponde, nel caso del Sismabonus, alla detrazione dall’imposta attuata “nella misura del 75% delle spese sostenute, se dalla realizzazione degli interventi deriva una riduzione del rischio sismico che determina il passaggio a una classe inferiore di rischio, ovvero dell’85%, se c’è passaggio a due classi inferiori di rischio”. La detrazione si applica su un ammontare delle spese non superiore a 96mila euro moltiplicato il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio e deve essere ripartita in cinque quote annuali di pari importo.

Nel caso invece dell’Ecobonus, parliamo di un credito equivalente al 70% delle spese sostenute, “se relative a interventi che interessano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda, ovvero del 75%, in caso di interventi finalizzati a migliorare la prestazione energetica invernale ed estiva che conseguono almeno la qualità media di cui al decreto 26 giugno 2015 del Mise”. Stavolta però l’ammontare delle spese detraibili, entro un arco di 10 anni, non sarà superiore a 40mila euro moltiplicato il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio. In un caso o nell’altro il condòmino potrà cedere, per la quota a lui imputabile, l’intera detrazione calcolata sulla base della spesa approvata dalla delibera assembleare per l’esecuzione dei lavori oppure sulla base delle spese sostenute nel periodo d’imposta dal condominio.

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