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News
02/01/2017

School bonus, doppio binario per le erogazioni alle scuole

Si completa il quadro delle istruzioni sull’utilizzo del cosiddetto “School Bonus”. La Risoluzione delle Entrate n. 115/2016 dello scorso 19 dicembre ha infatti riempito l’ultimo tassello mancante, ovverosia quello del codice tributo (“6873”) che andrà indicato dai titolari di reddito d’impresa sull’F24, casomai volessero utilizzare il bonus in modalità compensativa. Tracciamo quindi un quadro completo.

Lo School Bonus, introdotto con la riforma delle “Buona Scuola”, è in pratica un credito fiscale, ai fini del versamento delle relative imposte, destinato ai contribuenti (persone fisiche, enti non commerciali e soggetti appunto titolari di reddito di impresa) che decidano, nell’osservanza di determinate regole (vedi più avanti), di effettuare delle “erogazioni liberali in denaro destinate agli investimenti in favore di tutti gli istituti del sistema nazionale di istruzione, per la realizzazione di nuove strutture scolastiche, la manutenzione e il potenziamento di quelle esistenti e per il sostegno a interventi che migliorino l’occupabilità degli studenti”.

Fattivamente il credito equivarrà, per le erogazioni effettuate nei periodi d’imposta 2016 e 2017 (quindi di fatto applicato nelle dichiarazioni 2017 e 2018) al 65% delle somme erogate, mentre si abbasserà al 50% per le erogazioni effettuate nel periodo d’imposta 2018 (dichiarazioni 2019). Di norma verrà ripartito in tre quote annuali di pari importo, un po’ come avviene per i bonus casa sulle ristrutturazioni o i lavori di risparmio energetico (solo che in quei casi le quote annue di ripartizione sono 10), mentre per i soggetti titolari di reddito d’impresa vi è anche l’opzione della compensazione tramite modello F24, che prevede appunto, nella sezione “Erario” del modello, l’inserimento del codice tributo “6873”, come da Risoluzione 115/2016.

“La misura agevolativa – avverte per altro l’Agenzia delle Entrate nella Circolare 20/E/2016 – non è cumulabile con altre agevolazioni previste per le medesime spese ed è previsto un tetto massimo di euro 100.000 di spese agevolabili per ciascun periodo d’imposta”. Relativamente però ai soggetti titolari di reddito di impresa, “il credito soggiace agli ordinari limiti di fruizione, pari a 250.000 euro, previsti dall’articolo 1, comma 53, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 (legge Finanziaria 2008)”.

Ovviamente, come accennavamo sopra, vanno osservate determinate regole di versamento. Il credito, infatti, spetta “a condizione che le somme siano versate in un apposito capitolo dell’entrata del bilancio dello Stato, secondo modalità definite con decreto del Ministro dell’istruzione dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze”. Nel concreto è possibile effettuare l’erogazione tramite bonifico bancario o postale intestato a “Tesoreria dello Stato-Roma succursale” (con codice iban IT40H0100003245348013362600). Nella causale dev’essere poi riportato, nel seguente ordine:

  • il codice fiscale delle istituzioni scolastiche beneficiarie;
  • il codice della finalità alla quale è vincolata ciascuna erogazione (ovvero: C1 per la realizzazione di nuove strutture scolastiche; C2 per la manutenzione e il potenziamento di strutture scolastiche esistenti; e C3 per il sostegno a interventi che migliorino l’occupabilità degli studenti);
  • il codice fiscale delle persone fisiche o degli enti non commerciali o dei soggetti titolari di reddito d’impresa che effettuano la donazione. I versamenti debbono essere effettuati distintamente per ciascuna istituzione scolastica beneficiaria.

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