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01/12/2017

Rottamazione bis è legge: riammesso chi era stato escluso

Una seconda chance non si nega a nessuno, così, chi non fosse passato dal “portone” della prima rottamazione delle ex cartelle Equitalia, potrà adesso rientrare dalla “finestra” della seconda, introdotta dal Decreto Fiscale 148 del 16/10/2017 (“costola” tributaria annessa alla Legge di Bilancio 2018), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 242 del 16 ottobre e adesso convertito in legge dopo i rispettivi ok di Camera e Senato. In pratica l’articolo 1 del Dl 148 prevede, fra le altre cose, la possibilità di aderire alla cosiddetta “rottamazione bis” anche per coloro che in precedenza non erano stati ammessi alla prima “edizione” perché non in regola con il pagamento delle rate scadute al 31 dicembre 2016 relative ai piani di rateazione in essere al 24 ottobre 2016 (data di entrata in vigore delle disposizioni sulla definizione agevolata).

Quindi, i contribuenti che si trovassero in questa situazione potranno esercitare la facoltà di adesione alla rottamazione-bis presentando all’Agenzia delle entrate – Riscossione, entro il 15 maggio 2018, l’apposito modello unico DA-R, aggiornato dalla stessa AdE – Riscossione alla luce delle modifiche apportate sul testo di legge dalle due Camere che adesso estende la rottamazione anche ai carichi affidati dal 1° gennaio 2017 al 30 settembre 2017. Il procedimento a quel punto sarà analogo alla prima rottamazione. L’Agenzia infatti, ricevuta l’istanza di adesione, sarà tenuta a rispondere inviando agli interessati, entro il 30 giugno 2018, una prima comunicazione relativa all’importo del debito rateizzato e non versato al 31-12-2016, che dovrà dunque essere pagato entro il 31 luglio 2018, e una seconda comunicazione entro il 1° ottobre 2018 relativa all’ammontare dovuto per la rottamazione vera e propria sul debito residuale, con le rispettive scadenze rateali che saranno in tutto tre, fissate al 31 ottobre 2018, al 30 novembre 2018 e al 28 febbraio 2019.

Per quanto riguarda le modalità di presentazione dell’istanza, il modello DA-R potrà essere consegnato in forma cartacea direttamente agli sportelli dell’Agente della riscossione, oppure inviato tramite posta elettronica certificata all’indirizzo pec della direzione regionale di riferimento dell’Agenzia delle entrate-Riscossione, tenendo comunque presente che per l’invio tramite pec si può fare affidamento anche gli uffici CAF ACLI.

Per quanto riguarda invece il versamento effettivo sarà possibile procedere:

  • dal sito di Agenzia delle entrate Riscossione, attraverso l’App Equiclick, collegandosi alla sezione pagamenti e inserendo il proprio codice fiscale, il codice Rav riportato nel bollettino e l’importo. A questo punto si potrà scegliere tra molteplici operatori (banche, Poste e altri istituti di pagamento), che mettono a disposizione diverse modalità di pagamento;
  • presso gli sportelli bancari e gli uffici postali, con carta di credito o prepagata; bancomat; Banco Posta; in contanti (se l’importo è inferiore a 3mila euro), in addebito sul conto corrente (se ci si rivolge alla propria filiale);
  • tramite internet banking e gli sportelli bancomat, utilizzando il servizio per il pagamento dei Rav (basta solo inserire il numero del bollettino);
  • dai tabaccai convenzionati con Banca 5 Spa e nei punti vendita Sisal e Lottomatica (qui si può pagare in contanti fino a mille euro), con il bancomat o con la carta di credito (fino a 5mila euro dai tabaccai e fino a 1.500 euro nei punti Sisal e Lottomatica).

Altro importante chiarimento va fatto sulle prime due scadenze rateali della prima rottamazione che prevedeva l’esclusione automatica dal piano agevolato per coloro i quali non pagassero, o le pagassero solo in parte, le singole tranches del debito “rottamato”. In effetti il Decreto fiscale, fresco di approvazione, riammette in blocco sul carro della rottamazione-bis anche gli inadempienti che in questi mesi hanno omesso le rate precedenti. Quindi, traducendo, l’ultima occasione per coloro che in teoria sarebbero stati esclusi dalla prima rottamazione, sarà versare entro il 7 dicembre 2017 le rate, o parti di esse, scadute e non pagate il 31 luglio e il 30 settembre 2017, oltre ovviamente alla terza rata, la cui scadenza era già fissata al 30 novembre, ma che il decreto fiscale ha fatto appunto slittare al 7 dicembre.

Luca Napolitano

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