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12/07/2017

Riacquisto prima casa: il credito passa anche dal Modello 730

Il modello 730 è una delle strade percorribili per godere del cosiddetto “credito d’imposta” sul riacquisto della prima casa. In pratica, chi vende l’abitazione acquistata a suo tempo attraverso le agevolazioni fiscali riguardanti Iva e imposte di registro, ipotecarie, catastali, ed entro un anno ne compra un’altra, ha diritto a un credito pari all’imposta di registro o all’Iva pagata in occasione del primo acquisto.

Volendo ricordare brevemente l’apparato di regole valide sui benefici prima casa, va detto in primis che l'immobile oggetto di compravendita dev’essere ad uso abitativo e non può essere un'abitazione di lusso o di altissimo pregio, vale a dire che non dev’essere di categoria catastale A1 (abitazioni di tipo signorile), A8 (abitazioni in ville) o A9 (castelli e palazzi di eminenti pregi artistici e storici). L’immobile deve inoltre essere ubicato nello stesso Comune in cui l’acquirente ha la propria residenza o in cui intende stabilirla entro diciotto mesi dalla stipula o nel Comune in cui l’acquirente svolge la propria attività ovvero, se trasferito all’estero per lavoro, in cui ha sede il datore di lavoro; per i cittadini residenti all’estero (iscritti all’Aire - “Anagrafe degli italiani residenti all’estero”) deve trattarsi di prima casa posseduta sul territorio italiano.

Inoltre, il regolamento precedente alla Manovra 2016, valido quindi sino al 31 dicembre 2015, prevedeva che nell’atto di acquisto il compratore dichiarasse:

  • di non essere titolare, esclusivo o in comunione col coniuge, di diritti di proprietà, usufrutto, uso e abitazione di altra casa di abitazione nel territorio del comune dove si trova l’immobile oggetto dell’acquisto agevolato
  • di non essere titolare, neppure per quote o in comunione legale, su tutto il territorio nazionale, di diritti di proprietà, uso, usufrutto, abitazione o nuda proprietà, su altra casa di abitazione, acquistata, anche dal coniuge, usufruendo delle agevolazioni per l’acquisto della prima casa.

Viceversa, a decorrere dal 1° gennaio 2016, è stato ammesso l’acquisto della prima casa anche laddove non venga rispettato il secondo requisito, ovvero l’assenza di un altro immobile acquistato con l’applicazione dei benefici, a condizione però che il contribuente, entro un anno, venda/doni questo stesso immobile già in suo possesso.

Tornando così al credito d’imposta, questo spetta anche quando il riacquisto dell’immobile prima casa avviene con contratto di appalto o di permuta. Per fruirne è necessario manifestare tale volontà nell’atto di acquisto del nuovo immobile, specificando se si intende utilizzarlo in detrazione dall’imposta di registro dovuta per lo stesso atto. “In particolare – specifica la guida dell’Agenzia delle Entrate – l’atto di acquisto dovrà contenere, oltre alle ‘ordinarie’ dichiarazioni di possesso dei requisiti per l’agevolazione ‘prima casa’, l’espressa richiesta del beneficio e dovrà indicare gli elementi necessari per determinare il credito”.

Ma come abbiamo accennato in apertura, oltre alla possibilità di far valere il credito in diminuzione dell’imposta di registro dovuta sul nuovo acquisto, o in diminuzione delle imposte di registro, ipotecarie, catastali, e di quelle su donazioni e successioni dovute per gli atti e le denunce presentati dopo la data di acquisizione del credito, vi è anche l’opportunità di applicarlo in diminuzione dell’Irpef dovuta nella prima dichiarazione dei redditi successiva al nuovo acquisto (se hai bisogno di aiuto contatta il nostro nuovo servizio Il730Online), oppure in compensazione con altri tributi e contributi dovuti in sede di versamenti da effettuare tramite modello F24.

Va però fatto presente che se il contribuente utilizza solo parzialmente il credito per pagare l’imposta di registro dovuta per l’atto in cui lo stesso credito è maturato, potrà utilizzare l’importo residuo o in diminuzione dell’Irpef oppure in compensazione, ma non in diminuzione delle imposte di registro, ipotecarie, catastali, o di quelle su donazioni e successioni dovute per gli atti e le denunce presentati dopo la data di acquisizione del credito, in quanto è previsto dalla legge che per tali atti e denunce il credito debba essere utilizzato per l’intero importo anziché solo in parte.

(Scopri Il730Online per compilare comodamente da casa la tua dichiarazione)

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