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News
30/01/2018

REI: serve un nuovo Isee per le domande di dicembre

Isee-bis ai fini del REI. Coloro, infatti, che hanno già presentato domanda per l’assegno a dicembre, consegnando un indicatore di reddito valido allora, ma adesso non più, dovranno, entro marzo, rinnovare la DSU facendo riferimento ai valori reddituali del 2016 e a quelli patrimoniali del 2017. La noia di dover ripetere a distanza di breve tempo la trafila della dichiarazione Isee, con tutto ciò che ne concerne in termini di documentazione, è purtroppo necessaria per via della regola che stabilisce che le Dsu Isee scadono a decorrere dal 15 gennaio dell’anno successivo a quello in cui vengono sottoscritte. In sostanza, i valori economici cui facevano riferimento le Dsu Isee presentate a dicembre 2017 (redditi 2015 e patrimonio 2016) sono ormai obsoleti, di qui l’obbligo di rinnovo della Dsu.

Dal punto di vista economico, la domanda per il REI sarà soggetta al vaglio dell’attestazione Isee (servizio gratuito per il quale ci si può rivolgere alle sedi CAF ACLI. Fra l’altro è molto probabile che gli uffici comunali, dove in teoria bisognerebbe recarsi muniti di Isee e di tutto il resto della documentazione per poter fare domanda, abbiano scelto di convenzionarsi con CAF o Patronati per delegare a loro tutto il disbrigo della procedura di richiesta da inoltrare poi all'Inps). Il nucleo, in sostanza, dovrà presentare determinati livelli, sia patrimoniali che di reddito, non superiori a delle soglie prestabilite. Nello specifico: un valore Isee non superiore a 6.000 euro, un valore Isre (cioè il reddito rapportato all’estensione del nucleo) non superiore a 3.000, un valore del patrimonio immobiliare, senza contare la casa di abitazione, non superiore a 20.000 euro, e per finire un valore del patrimonio mobiliare non superiore a 6.000 (soglia però accresciuta di 2.000 euro in determinati casi).

Ma attenzione a non fraintendere! Tali requisiti sono fra loro complementari, non alternativi, devono cioè verificarsi contemporaneamente per avere diritto al REI. Una famiglia che invece presentasse tutti i valori in regola tranne, ad esempio, un Isre pari a 4.000 euro, già ne sarebbe esclusa. Oltretutto, se si dovessero già percepire delle prestazioni di assicurazione sociale per l'impiego (NASpI) o altri ammortizzatori sociali di sostegno al reddito, o si dovessero possedere degli auto/motoveicoli immatricolati nei 24 mesi antecedenti alla richiesta (fatta eccezione per quelli destinati ai disabili), navi o imbarcazioni da diporto, il beneficio non spetterebbe.

Ma non finisce qui. Fatti salvi i requisiti economici, c’è poi da fare i conti con quelli extra-economici, che però decadranno dal 1° luglio 2018 (cioè saranno vagliati solo fino al prossimo 30 giugno, dopodiché cesseranno di avere validità). Devono quindi ricorrere delle condizioni precise in assenza delle quali l’assegno non sarà “staccato”. Per l’esattezza è necessaria all’interno del nucleo la presenza di almeno una delle seguenti persone:

  • un minorenne;
  • un disabile più un suo genitore o tutore;
  • una donna in stato di gravidanza accertata;
  • un componente che abbia compiuto 55 anni che si trovi in stato di disoccupazione.

Volendo allora fare un esempio, in base a questo regolamento un nucleo composto da marito e moglie, entrambi disoccupati, ma al di sotto dei 55 anni, senza figli e non affetti da handicap/invalidità, pur con tutti i requisiti economici in regola di cui sopra, fino al 30 giugno 2018 non potrebbero comunque accedere al trattamento di sostegno perché non “accompagnati” da nessuna delle persone indicate. In ultimo, poi, vi sono i requisiti “logistici” del soggiorno e della residenza, secondo i quali il richiedente deve essere congiuntamente:

  • cittadino dell'Unione o suo familiare che sia titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, ovvero cittadino di paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo;
  • residente in Italia, in via continuativa, da almeno due anni al momento della presentazione della domanda.

Per quanto riguarda i tempi della procedura, informano dal Ministero del Lavoro che il “Comune raccoglie la domanda, verifica i requisiti di cittadinanza e residenza e la invia all'Inps entro 15 giorni lavorativi dalla ricezione. L'Inps, entro i successivi 5 giorni, verifica il possesso dei requisiti e, in caso di esito positivo, riconosce il beneficio e invia a Poste Italiane la disposizione di accredito. Poste emette la Carta REI e tramite lettera invita il beneficiario a recarsi presso qualunque ufficio postale abilitato al servizio per il ritiro. Prima di poter utilizzare la Carta, il titolare dovrà attendere il PIN, che gli verrà inviato in busta chiusa presso l'indirizzo indicato nella domanda”. Questo, almeno, è quanto viene riportato sulla carta, perché poi nella realtà dei fatti, a giudicare dalla mole di domande che stanno pervenendo ai CAF, la verifica delle istanze da parte dell’Inps e il conseguente sblocco delle erogazioni sembra stia subendo dei forti ritardi.

In ogni caso, passata la selezione, l’assegno verrà erogato con cadenza mensile (per 18 mensilità rinnovabili) e il suo importo varierà a seconda della quantità dei membri del nucleo. Le tabelle ministeriali indicano ad esempio un beneficio massimo mensile pari a 382,50 euro per un nucleo di tre persone. “Beneficio massimo” significa in pratica che i 382,50 euro saranno erogabili solo in presenza di un tetto Isee non superiore a una certa soglia, per l’esattezza 4.590 euro in riferimento a tre persone. Viceversa, se l’Isee di quel nucleo dovesse raggiungere i 5.100 euro, quindi superiore a 4.590 ma assestato entro la soglia limite dei 6.000, il diritto al REI non decadrebbe, ma l’assegno non verrebbe erogato nella misura massima di 382,50 euro prevista per i nuclei da tre presone. Questo per dire, in estrema sintesi, che la prestazione economica non avrà dei valori fissi, ma verrà parametrata in virtù di una certa scala di valori. Non solo, ma potrebbe essere anche ridotta in presenza di “eventuali trattamenti assistenziali percepiti dalla famiglia nel periodo di fruizione del REI”.

Luca Napolitano

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