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News
12/06/2018

Per le unioni civili estere stessa detrazione sul coniuge a carico

Il matrimonio celebrato all’estero tra cittadini italiani e/o stranieri, poi trasferitisi in Italia, è immediatamente valido nell’ordinamento italiano e sortisce gli stessi effetti fiscali di un normale matrimonio celebrato sul territorio nazionale. In ogni caso servirà registrare il matrimonio celebrato all’estero nei registri dello stato civile italiano.

La precisazione è contenuta nella risposta fornita dall’Agenzia delle Entrate a un contribuente italiano che dopo aver contratto matrimonio a New York, nel 2012, con un cittadino statunitense, e dopo essersi trasferito con lui in Italia dal 2017, ha chiesto spiegazioni sulla possibilità di godere, già nella dichiarazione dei redditi 2018, quindi in riferimento al periodo d’imposta 2017, della detrazione per coniuge a carico estesa alle unioni civili a seguito dell’approvazione della Legge 76/2016, cosiddetta Legge Cirinnà.

Nella sostanza la risposta dell’Agenzia delle Entrate è stata positiva, perché il contribuente coniugato col cittadino statunitense, ha ottenuto, presso il Comune di Milano, la registrazione del matrimonio celebrato all’estero già nel febbraio 2017. L’equiparazione tra unioni civili e matrimoni religiosi introdotta dalla Legge Cirinnà finisce inevitabilmente per avere degli effetti pratici anche sul piano fiscale, essendo estese ai componenti dell’unione civile le medesime agevolazioni tributarie (detrazioni, deduzioni, ecc.) che sarebbero godute dai coniugi sposati con il rito religioso.

Fra queste vi sono appunto la detrazione per il coniuge a carico, oppure la possibilità di scontare dall’imposta lorda alcune tipologie di spesa effettuate da o per il coniuge a carico. E ovviamente c’è anche la possibilità di fare il 730 congiunto, il cui principale vantaggio è il pagamento/rimborso delle imposte direttamente nella busta paga o nella pensione del dichiarante.

Tornando al caso in esame, proprio per il fatto che l’unione civile estera è stata registrata in Italia nel 2017, ciò rende possibile l’applicazione della detrazione per coniuge a carico nel modello 730/2018. Nel rispondere all’interpello l’Agenzia delle Entrate ha infatti rilevato, come prima cosa, che per la Corte di Cassazione (sentenza 3599 del 1990) “il matrimonio celebrato all’estero tra cittadini italiani o anche tra cittadini italiani e stranieri è immediatamente valido e rilevante nell’ordinamento italiano”.

Di conseguenza, anche l’unione civile presa in esame tra il cittadino italiano e il cittadino statunitense “può esplicare i propri effetti ai fini della fruizione delle agevolazioni fiscali per familiari a carico e spese sanitarie ad essi relative dal momento di entrata in vigore della Legge 76 del 2016 (5 giugno di quell’anno) sempreché la trascrizione del matrimonio celebrato all’estero nei registri dello stato civile sia intervenuta precedentemente alla presentazione della dichiarazione dei redditi”.

Luca Napolitano

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