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News
10/10/2017

Per il credito del deceduto l'unica strada è il rimborso

L’erede che presenta la dichiarazione dei redditi per conto di un soggetto deceduto si accollerà l’eventuale debito fiscale, o, viceversa, avrà diritto al rimborso del credito. In particolare, laddove risulti un credito, non ci sarà una strada alternativa al rimborso immediato, nel senso che il credito maturato dal de cuius non potrà mai essere trasferito dall’erede nel suo modello 730/Redditi; più precisamente non lo si potrà portare in compensazione a fronte di un debito, ma dovrà essere appunto rimborsato.

Ipotizzando allora il caso di un contribuente deceduto per il quale nel 2018 andrà presentata la dichiarazione tramite Modello Redditi compilato dagli eredi, l’eventuale credito maturato nel 2017 verrà riportato nel Quadro RX. Andrà invece riportato al rigo RN36 colonna 2 (ferma restando l’attuale impostazione grafica) l’altro eventuale credito – mai utilizzato e mai chiesto a rimborso – risultante dalla dichiarazione dell’anno precedente.

In altri termini, se il de cuius fosse deceduto dopo aver fatto il 730/2017, e dallo stesso 730/2017 fosse emerso un risultato a credito, tale credito andrà riportato dall’erede nella dichiarazione 2018 in RN36 colonna 2. In questo caso specifico l’alternativa potrebbe essere anche una normale istanza di rimborso ai sensi dell’articolo 38 del Dpr 602/73, per la quale andrà presentata una richiesta di autorizzazione all’Agenzia delle Entrate.

Più in generale, invece, per capire se sussiste o meno l’obbligo di dichiarazione, le cose sono due: o si è in grado di cavarsela da soli, oppure, nel dubbio, la cosa più logica da fare è quella di chiedere aiuto a un CAF o a un intermediario abilitato (se ce n’è il bisogno si può anche ricorrere al nuovo servizio di elaborazione online di CAF ACLI). Nel caso dunque dei soggetti deceduti per cui non ricorrano le condizioni di esonero dichiarativo, dovrà essere per forza uno degli eredi a presentare il Modello Redditi (ex Unico) in riferimento all’arco di tempo intercorso tra l’inizio del periodo d’imposta e la data del decesso. Sul modello, quindi, oltre a indicare il codice fiscale e gli altri dati personali del de cuius, bisognerà compilare l’apposito riquadro riservato a chi presenta la dichiarazione per altri, indicando il codice carica “7” (che sta appunto per “Erede”) e trascrivendo la data del decesso nel campo “data carica”.

In linea di massima, più la data del decesso è successiva all’inizio dell’anno e più la possibilità di dover dichiarare in qualità di eredi aumenta. In ogni caso tutto dipende dal conguaglio effettuato o meno dal sostituto d’imposta sulla busta paga/pensione. Dev’essere chiaro, però, che per i soggetti deceduti l’unico modello utilizzabile è il Redditi. Il 730, quindi, va escluso a priori, ivi compreso quello “senza sostituto”, che pure spesse volte tende a confondere le acque, specialmente quando il deceduto, qualora fosse rimasto in vita, avrebbe potuto dichiarare col 730. Il ragionamento allora del “730 senza sostituto” per un soggetto che solo potenzialmente avrebbe potuto dichiarare col 730, va accantonato senza ombra di dubbio.

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