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News
28/03/2018

Modello Eas: il traguardo si allunga fino al 3 aprile

Sono gli ultimi giorni a disposizione degli enti associativi (associazioni politiche, religiose, sindacali, assistenziali, culturali, ecc) per indicare all’Agenzia delle Entrate, mediante il modello Eas, le modifiche, intervenute nel corso del 2017, su dati e notizie rilevanti ai fini fiscali in precedenza già comunicati. In tali casi, il modello deve essere nuovamente presentato entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello in cui si è verificata la variazione. Quest’anno, però, complici le festività pasquali, l’ultimo giorno utile per inviare il modello e continuare così a beneficiare della non imponibilità di corrispettivi, quote e contributi, slitta al 3 aprile.

L’adempimento deve essere rispettato soltanto se si tratta di variazioni determinanti per la fruizione delle agevolazioni fiscali concesse agli enti interessati. L’obiettivo primario è quindi quello di contrastare eventuali frodi e tutelare le vere forme associazionistiche. Di conseguenza, non occorre inviare il modello se le novità hanno riguardato:

  • i proventi per attività di sponsorizzazione e pubblicità
  • i messaggi pubblicitari
  • l’ammontare medio delle entrate complessive
  • il numero degli associati dell’ente nell’ultimo esercizio
  • l’ammontare di erogazioni liberali ricevute
  • l’ammontare di contributi pubblici ricevuti
  • il numero e giorni delle manifestazioni di raccolta pubblica di fondi. 

Un’ipotesi, ad esempio, di ripresentazione del modello, è quella relativa alla perdita dei requisiti qualificanti (previsti dalla normativa tributaria): in tal caso, infatti, il modello deve essere ripresentato entro 60 giorni, compilando la sezione “Perdita dei requisiti”. Sempre in materia di termini di invio l’Agenzia delle Entrate ricorda che, in linea generale, gli enti di nuova creazione sono tenuti alla trasmissione del modello Eas entro 60 giorni dalla data di costituzione.

La trasmissione deve essere effettuata in via telematica e può essere eseguita direttamente dal contribuente (attraverso Fisconline o Entratel) oppure tramite un intermediario abilitato (le sedi CAF ACLI sono disponibili). In quest’ultimo caso, l’intermediario è tenuto a rilasciare al richiedente, nel momento in cui riceve il modello o assume l’incarico alla sua predisposizione, l’impegno a trasmettere all’Agenzia delle Entrate i dati in esso contenuti. L’intermediario, inoltre, è tenuto a rilasciare al contribuente una copia del modello i cui dati sono stati trasmessi, insieme a una copia della comunicazione dell’Agenzia attestante l’avvenuta presentazione.

L’associazione che non rispetta la scadenza del 3 aprile può regolarizzare la propria posizione (sempre che la violazione non sia stata già constatata o non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento), presentando il modello entro il termine della prima dichiarazione utile, e versando, contestualmente, senza possibilità di compensazione, la sanzione di 258 euro, tramite il modello F24 con il codice tributo “8114” (cd remissione in bonis).

(Fonte: FiscoOggi.it)


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