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News
16/07/2018

Modello 730: parte il conto alla rovescia fino al 23 luglio

Il conto alla rovescia è partito: i contribuenti hanno a disposizione ancora una settimana per chiudere i conti col 730/2018 e andarsene tranquilli in vacanza, dopodichè l'amministrazione finanziaria farà sventolare la fatidica bandiera a scacchi. Il 23 luglio è infatti la scadenza fissata per le trasmissioni all’Agenzia delle Entrate, quindi, in ogni caso, sia che si decida di farlo in autonomia oppure di affidarsi al CAF, la data da segnare in rosso sul calendario è comunque il 23 luglio. Passata quella data (l'ultima disponibile per farsi rimborsare direttamente in busta paga l'eventuale credito spettante) la sola possibilità di dichiarare resterà quella del Modello REDDITI (ex Unico) fino al 31 ottobre.

Una precisazione è d’obbligo per chi si fosse accorto solo adesso di aver sbagliato o dimenticato qualcosa nella documentazione per il 730 consegnata al CAF: se il modello non è stato ancora trasmesso c'è ancora modo di recuperare, ma è necessario far presente al CAF la dimenticanza e chiedere l’integrazione del modello prima ancora che sia inviato all’Agenzia delle Entrate. A seguito quindi della modifica, non resterà traccia alcuna degli errori sul modello originario; altrimenti, dopo il 23 luglio, si potrà/dovrà rimediare o con un 730 integrativo, oppure con un REDDITI correttivo nei termini.

Vediamo invece come procedere con le precompilate a cui ancora non è stata messa mano. Gli intermediari fiscali – CAF e commercialisti – hanno sempre la possibilità, come negli anni scorsi, di scaricarle dal sito dell’Agenzia, previa delega del contribuente. Confermare un modello precompilato significa rispedirlo così com’è al mittente, cioè all’Agenzia, senza apporre nessuna modifica. Qualora invece qualcosa non andasse, le soluzioni potrebbero essere due: o modificare i dati già precompilati, perché inesatti, oppure integrare eventuali dati mancanti, perché non inseriti dall’Agenzia. Ovviamente nulla vieta, ove necessario, la modifica e al tempo stesso l’integrazione, per aggiungere dati mancanti e sostituirne al tempo stesso altri non corretti.

Ora, se il cittadino decide di modificare e inviare la dichiarazione autonomamente, se ne assume tutta la responsabilità. Viceversa, nel momento in cui si interpella l’intermediario fiscale, l’intermediario stesso prenderà in esame tutta la documentazione, dopodiché apporrà il cosiddetto “visto di conformità”, sciogliendo così il cittadino da qualunque responsabilità. L’apposizione del “visto”, quindi, pur restando una questione tecnica di poco interesse per il contribuente, è in realtà l’architrave sul quale poggiano la maggior garanzia e la maggior tutela che si hanno nel caso in cui si decida di rivolgersi al CAF.

Col “visto”, in pratica, il CAF garantisce a nome del contribuente la bontà e la liceità di quanto dichiarato all’interno del modello. L’unica cosa, però, di cui gli intermediari non possono rispondere è l’eventuale comportamento doloso da parte del cittadino. Detto altrimenti, in caso di dichiarazione infedele, se l’errore fosse addebitabile alla sola negligenza del CAF, quest’ultimo si farebbe carico sia della maggiore imposta non versata che delle sanzioni più gli interessi (il cittadino quindi non pagherebbe nulla). Viceversa, se fosse provato il dolo, il contribuente sarebbe chiamato a rispondere in prima persona versando sia la maggiore imposta, che le sanzioni più gli interessi.

Anche quest’anno si è ampliato, rispetto al passato, il menu dei dati precompilati dall’Agenzia delle Entrate. Se ricorderete, l’anno di debutto del modello precompilato i contribuenti vi avevano trovato solo poche voci: i redditi dei terreni e dei fabbricati, quelli da lavoro dipendente e pensione, più gli interessi sui mutui e i contributi previdenziali-assistenziali. Dopodiché il ventaglio si è andato via via allargando, includendo ad esempio le spese d’istruzione, le spese funebri, le spese veterinarie, i premi di assicurazioni sulla vita e ovviamente tutto il ricco comparto delle spese mediche, ivi compresi (dallo scorso anno) i farmaci da banco, le spese per gli psicologi, le spese ottiche (occhiali, lenti a contatto ecc).

Inoltre, fra le altre somme che nel 2017 hanno fatto il loro ingresso nella dichiarazione precompilata, vi sono state anche quelle comunicate all’amministrazione finanziaria dagli amministratori di condominio relativamente agli interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica effettuati sulle parti comuni degli edifici.

Dal 2018, invece, sono entrati come dati precompilati le spese per gli asili nido e tutte le donazioni ad Onlus, associazioni di promozione sociale, fondazioni e ulteriori associazioni. Al tempo stesso, però, resta da evidenziare l’assenza di tutta un’altra serie di informazioni come le spese di affitto generalmente intese oltre a quelle, specificatamente, sostenute dagli inquilini o dagli studenti fuori sede. Mancheranno inoltre anche le spese per le attività sportive dei ragazzi.

Luca Napolitano

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