Area Riservata Caf Acli
Iscriviti e accedi ai servizi personalizzati che ti aiuteranno a gestire al meglio la tua posizione fiscale e previdenziale.
E-Mail:
Password:
Iscriviti
Oppure registrati se non sei ancora un utente myCAF
News
12/04/2017

L'ex casa coniugale va dichiarata dal proprietario

Se è proprietario (o comproprietario) dell’ex casa coniugale, l’ex coniuge non assegnatario dovrà comunque dichiararla ai fini dell’Irpef in rapporto alla sua quota di possesso. Contrariamente, l’ex coniuge assegnatario, qualora non fosse proprietario o comproprietario dell’immobile, non dovrebbe dichiarare alcun reddito, nonostante il diritto di abitazione riconosciutogli dal giudice. Quello dell’attribuzione del reddito fondiario derivante dalle case coniugali a seguito di divorzi o separazioni legali è un aspetto che tende a confondere non poco i contribuenti, specialmente dopo che nel 2012 i nuovi regolamenti applicati con l’Imu hanno introdotto una prospettiva totalmente diversa rispetto a quella privilegiata con la tassa sul reddito delle persone fisiche. Se quindi due coniugi si separano (o divorziano), e la casa che fino a quel momento è stata la loro dimora coniugale è in comproprietà, oppure intestata interamente al coniuge non assegnatario, chi dei due - e in quale misura - dovrà dichiarare il reddito dell’immobile nel Modello 730?

Se questa domanda l’avessimo fatta nel 2005 (quindi in relazione all’anno di imposta 2004) la risposta sarebbe stata completamente diversa rispetto ad ora. Per di più nel 2012, come abbiamo detto, è stata introdotta l’Imu, il cui versamento ha seguito tutt’altre regole rispetto a quelle dell’obbligo dichiarativo ai fini Irpef. In effetti, a parità di situazione, è proprio il diverso trattamento applicato con l’Imu a creare confusione sulla dichiarazione Irpef. Cerchiamo allora di fare chiarezza. Anzitutto bisogna scindere le due imposte: l’Imu (o quello che ne resta) segue regole proprie, mentre l’Irpef ne segue altre. Oltretutto, con l’abolizione dell’Imu sulle abitazioni principali, gli ex coniugi assegnatari della casa coniugale non dovranno nemmeno pagare la tassa. Ad ogni modo nel 2012, unica annualità in cui il prelievo è stato applicato regolarmente sulle prime case (fatta eccezione per la mini Imu del 2013), l’imposta, in caso di assegnazione della casa, avrebbe dovuto essere pagata obbligatoriamente dall’ex coniuge assegnatario, a prescindere dalla reale situazione di possesso. In altre parole, il principio che veniva fatto prevalere era quello del diritto di abitazione riconosciuto dal magistrato. Di conseguenza, ancorché l’immobile fosse intestato al 100% al coniuge non assegnatario, o magari cointestato fra i due coniugi, l’unico obbligato a pagare interamente l’imposta, come se fosse il solo proprietario, sarebbe stato l’ex coniuge assegnatario, proprio perché “investito” del diritto di abitazione nella casa (se hai bisogno di aiuto per la dichiarazione dei redditi contatta il nostro nuovo servizio Il730Online).

Ora, lo stesso identico principio è valso fino al 2004 (730/2005) in relazione all’Irpef, nel senso che - com’è accaduto per l’Imu - il reddito dell’abitazione avrebbe dovuto essere dichiarato esclusivamente dall’ex coniuge assegnatario. Questo perché, a differenza di quanto è stato sempre sostenuto dalla tradizione giurisprudenziale in ambito tributario, il diritto di abitazione era considerato allora come un “diritto reale di godimento” e non come un “diritto personale di godimento”. Tale orientamento, però, come già anticipato, è cambiato a partire dalle istruzioni del 730/2006, e infatti dall’anno d’imposta 2005 il reddito dell’ex casa coniugale non può più essere attribuito al coniuge assegnatario che non risulti proprietario o anche solo comproprietario di quella stessa casa.

A dare un’indicazione chiara in merito fu la Circolare 17/E del 18 maggio 2006 che al punto 3 informava che “le istruzioni ministeriali per la compilazione al modello 730/2006 sono state adeguate all'ormai consolidato orientamento della giurisprudenza (…) secondo il quale il diritto ad abitare la casa familiare, riconosciuto ad uno dei coniugi in caso di separazione legale o divorzio, costituisce un diritto personale di godimento e non un diritto reale”. Ragion per cui, concludeva l’Agenzia delle Entrate, “alla luce della giurisprudenza richiamata, al coniuge assegnatario della casa familiare, che non sia comproprietario o contitolare di diritti reali di godimento, non può essere imputato il relativo reddito fondiario ai sensi dell'articolo 26, comma 1, del Tuir, in base al quale i redditi fondiari sono imponibili in capo a chi ha il possesso dell'immobile a titolo di proprietà o di altro diritto reale. Pertanto, il reddito fondiario dell'immobile adibito a residenza familiare è imputabile (solo, ndr) al coniuge proprietario dell'immobile medesimo”.

(Scopri Il730Online per compilare comodamente da casa la tua dichiarazione)


Torna alla ricerca

Scadenze fiscali

2017 2018
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic
Convocazioni
Lo sapevi che...
 
Social Network
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Ti piace? Dillo
con Facebook
Diffondi su
Twitter
Fai +1 con
Google Plus
Condividi su
LinkedIn
loading
loading
loading
loading
loading
loading