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News
06/06/2017

Lavoratore trasferito: detrazione ad hoc sull'affitto

Il lavoro, come si dice, va preso dove si trova. Fortuna che per “ammortizzare” il cambio non solo di abitazione, ma anche di città cui a volte si è costretti il Fisco permette ai lavoratori dipendenti che trasferiscono la propria residenza per ragioni di lavoro, prendendo possesso di un appartamento in affitto, di applicare una detrazione ad hoc sulle spese di locazione un po’ più sostanziosa rispetto a quella che normalmente verrebbe riconosciuta sui contratti 4+4 o 3+2. A determinate condizioni, quindi, la detrazione forfetaria collocata al rigo E72 del Modello 730 (per la cui compilazione online si può anche usufruire del nostro nuovo servizio Il730Online) viene rapportata al numero dei giorni nei quali l’unità immobiliare è stata adibita ad abitazione principale, ed equivale a:

  • euro 991,60 se il reddito complessivo (comprensivo del reddito assoggettato al regime della cedolare secca) non supera euro 15.493,71;
  • euro 495,80 se il reddito complessivo (comprensivo del reddito assoggettato al regime della cedolare secca) supera euro 15.493,71, ma non euro 30.987,41.

Va messo però subito in chiaro (come accennato in apertura) che il “bonus” resta limitato ai soli soggetti che abbiano sottoscritto un contratto da lavoro dipendente. Ne restano pertanto esclusi non solo le partite Iva (lavoratori autonomi), ma anche i percettori di redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente. La legge è dunque molto chiara su questo punto: il trasferimento della residenza, per poter essere fiscalmente “premiato”, deve avvenire in conseguenza della firma di un nuovo contratto di assunzione da lavoro dipendente. Se poi “nel corso del periodo di spettanza della detrazione il contribuente cessa di essere lavoratore dipendente, la detrazione non spetta a partire dal periodo d’imposta successivo a quello nel quale non sussiste più tale qualifica”.

A parte l’esplicito requisito della tipologia contrattuale sottoscritta dal lavoratore, la detrazione prevede anche dei “paletti” logistico-temporali in base ai quali:

  • il diritto a usufruirne sorge anzitutto a partire dal giorno di trasferimento della residenza nel comune di lavoro o in un comune confinante;
  • il nuovo comune di residenza deve distare almeno 100 chilometri da quello di provenienza e comunque deve trovarsi in una regione diversa.

L’aspetto temporale lo ritroviamo infine nella durata massima del bonus e nel margine di tempo entro cui lo stesso può essere richiesto. È infatti previsto che la residenza debba essere trasferita nei 3 anni antecedenti a quello di richiesta della detrazione. In parole povere, se si comincia a richiedere la detrazione dopo 4 anni dal trasferimento si sarà persa la possibilità di usufruirne. Quanto invece alla durata, il beneficio spetta per i primi 3 anni dalla data di variazione della residenza. Volendo fare un esempio, chi si fosse trasferito il primo dicembre 2016 potrebbe beneficiare della detrazione d’imposta per 31 giorni dell’anno in questione e per tutti e 365 giorni degli anni successivi (2017-2018). A partire invece dal 2019 la detrazione cesserà di valere.

Resta da specificare che in caso di intestazione del contratto di locazione a più soggetti, “la detrazione deve essere divisa tra gli intestatari del contratto in possesso dei requisiti richiesti (qualifica di lavoratori dipendenti, distanza dal comune ove era la precedente residenza), nella misura a ciascuno spettante in relazione al proprio reddito. Ad esempio, in caso di contitolarità tra 3 soggetti, due dei quali lavoratori dipendenti, la detrazione spetta solo a questi ultimi, nella misura del 50 per cento ciascuno tenuto conto dei limiti previsti per i relativi redditi”.

(Registrati al portale Il730Online per compilare comodamente da casa la tua dichiarazione)

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