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News
09/01/2018

I lavori sulle aree verdi entrano nelle grazie del Fisco

Lo chiameremo il bonus dal “pollice verde”. È la new entry della Manovra 2018, dove ricorre, come in altri casi, il vincolo ai fabbricati esistenti (abitazioni private o complessi condominiali). Parliamo in pratica di una detrazione che andrà ad agevolare nella misura del 36% delle spese documentate, e fino a un massimo di 5mila euro di spesa per ogni unità immobiliare, gli interventi di sistemazione "di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni". Quindi in particolare terrazzi, balconi, giardini condominiali, ma anche giardini pensili e messa a dimora di piante e arbusti. Uno sconto inedito che il legislatore ha previsto, al momento, solo per il 2018, e analogamente alle detrazioni su ristrutturazioni, mobili e risparmio energetico, non verrà goduto in un’unica soluzione, cioè in un solo 730, ma sarà rateizzato in dieci anni con altrettante rate di pari importo.

Per vederci più chiaro occorrerà aspettare che l’Agenzia delle Entrate o il MEF facciano uscire delle indicazioni più specifiche. Per ora il bonus, descritto com’è in Legge di Bilancio, suona abbastanza vago anche perché, riporta FiscoOggi.it, il legislatore ha stabilito che “vengano applicate alcune (non tutte quindi, ndr) delle disposizioni specificamente previste per la detrazione delle spese relative agli interventi di recupero del patrimonio edilizio”. Fra queste disposizioni FiscoOggi.it annovera il dimezzamento della detrazione in caso di interventi su aree verdi annesse ad unità residenziali adibite promiscuamente all’esercizio dell’arte o della professione, oppure la trasferibilità delle quote residue di bonus in caso di sopraggiunta cessione dell’immobile.

Resta da verificare l’aspetto del familiare convivente, cioè, se analogamente ai classici bonus 50-65%, anche quello “verde” conterrà questa clausola di trasferibilità a vantaggio di quanti, pur non essendo titolari di immobili abitativi, potranno comunque goderne avendo effettuato determinate spese agevolabili, ed essendo per l’appunto familiari conviventi di soggetti titolari. È da presumere che nell’ambito della detrazione possano essere coinvolti tutti quegli interventi strutturali volti a migliorare l’area verde, e quindi, ad esempio, lavori di ampliamento dell’area, di rifacimento o manutenzione degli impianti idrici, o perché no l’installazione di serre, pozzi, gazebi o coperture. Anche gli oneri di progettazione dovrebbero essere inclusi.

C’è insomma da attendersi che l’Agenzia delle Entrate faccia uscire un’apposita guida illustrativa come accade da anni, e coi dovuti aggiornamenti, per tutte le altre forme di bonus fiscali inerenti alle unità abitative. Avranno chiaramente diritto alla detrazione i medesimi contribuenti che possiedono o detengono, sulla base di un titolo idoneo, l’immobile sul quale sono effettuati gli interventi e che hanno sostenuto le relative spese. Per fare allora due conti, essendo il tetto di spesa detraibile non superiore a 5.000 euro, i contribuenti che ristruttureranno i propri spazi verdi potranno avere diritto a uno sconto sull’imposta di al massimo 1.800 euro, spalmati in dieci rate da 180 euro ciascuna, a condizione naturalmente che si presentino le ricevute dei bonifici e delle transazioni.

Luca Napolitano

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