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09/06/2017

Familiari a carico: quali detrazioni e come si applicano?

Le detrazioni per i familiari a carico sono quei “bonus” fiscali riconosciuti in misura forfettaria relativamente a determinati soggetti (figli, genitori, ecc) economicamente “deboli” che rispettino certe condizioni reddituali (indicate nell’articolo 12 del Tuir): devono cioè avere un reddito lordo pari, al massimo, a 2.840,51 euro annui. Per ciascuno di questi soggetti, il cui codice fiscale andrà indicato nell’apposito quadro del Modello 730 presentato dal dichiarante che intende beneficiare della detrazione medesima, il Fisco riconosce appunto un certo sconto sull’imposta lorda, già stabilito preventivamente. Ad esempio, se parliamo di figli a carico, la detrazione di base è riconosciuta nella misura standard di 950 euro, aumentata a 1.220 per i figli di età inferiore ai tre anni, oppure aumentata di altri 400 euro (quindi potenzialmente fino a un massimo di 1.620 euro) se il figlio è portatore di handicap ai sensi della Legge 104/1992 (se hai bisogno di noi per compilare il tuo Modello 730 scopri il nuovo servizio di CAF ACLI Il730Online).

Ma chi sono di preciso i familiari a carico? Anzitutto il coniuge e i figli, per i quali non è richiesta la convivenza col familiare che godrà del bonus. In parole povere, una moglie può mettersi a carico il marito anche se fra i due non c’è convivenza (a meno che non siano separati legalmente), così come un padre e una madre possono mettersi a carico i figli anche se i figli non vivono più con loro. Resta ben inteso che nel momento in cui nell’arco dell’anno di riferimento (ad esempio il 2016 per quanto concerne il 730/2017) verrà superata la fatidica soglia dei 2.840 euro, il coniuge e il figlio non saranno più a carico, rispettivamente, dell’altro coniuge e dei genitori. Dev’essere dunque chiaro che non importa in quanto tempo viene totalizzato il reddito da parte del familiare che si presume sia a carico. Uno o dodici mesi non fa alcuna differenza. L’importante è vedere alla fine dell’anno, cioè alla data del 31 dicembre, qual è il reddito totalizzato dal familiare stesso.

Quanto ai genitori che mettono a carico i figli, va fatta una precisazione. Di norma la detrazione va suddivisa al 50% fra entrambi, ma se per esempio, uno dei due dovesse avere molta più capienza dell’altro, cioè un reddito più alto e di conseguenza un’imposta più alta, sarebbe comunque ammessa, previo accordo tra i due, la possibilità di convogliare il 100% della detrazione su un solo genitore (tale soluzione avrebbe appunto senso nel momento in cui uno dei due genitori, mantenendo la sua quota del 50%, sarebbe certo di non poterne comunque godere, o di poterne godere solo in parte, per via di un reddito e di un imposta non abbastanza capiente da contenere tutta la detrazione). Per tutta un’altra serie di familiari invece, oltre al requisito reddituale, è anche richiesta la convivenza col soggetto richiedente la detrazione. Parliamo per l’esattezza dei discendenti dei figli, cioè dei nipoti; dei genitori (compresi quelli adottivi); dei generi e delle nuore; del suocero e della suocera; dei fratelli e delle sorelle (anche unilaterali); dei nonni e delle nonne.

Detto questo, c’è poi da considerare tutto il discorso parallelo sulle spese sostenute per i familiari a carico, anch’esse detraibili o deducibili. Tali ulteriori benefici spettano in pratica a quei soggetti che sostengano uno certo onere per i suddetti familiari (vedi ad esempio le spese mediche o di istruzione per i figli). Secondo le istruzioni al modello 730 è sufficiente che la condizione del soggetto per cui è stata sostenuta la spesa sia quella di “familiare a carico”. In pratica “la detrazione o deduzione (correlata alla tal spesa, ndr) spetta anche se non si fruisce delle detrazioni per carichi di famiglia, che invece sono attribuite interamente ad un altro soggetto”. Tale principio però, nonostante le istruzioni dell’Agenzia parlino più genericamente di “persone fiscalmente a carico”, è di fatto applicabile ai soli figli, salvo casi molto particolari.

Difatti, per quanto riguarda i figli, nel prospetto dei “Familiari a carico”, oltre a indicare il codice fiscale e il numero dei mesi, è anche possibile indicare una percentuale di detrazione pari allo “zero per cento”. Concretamente, quindi, il genitore A, pur non godendo di fatto delle detrazioni per il figlio a carico (spettanti al 100% al genitore B), potrebbe comunque inserire lo “0%” come quota spettante di detrazione e ciò basterebbe a certificare la condizione del figlio come familiare a carico (del solo genitore B), dando così la possibilità al genitore A di detrarre/dedurre determinate spese o oneri per lui sostenuti. Volendo semplificare ulteriormente: se il padre ha il figlio a carico al 100%, la madre, indicando a carico lo stesso figlio con la percentuale dello 0%, potrebbe comunque andare a detrarre le spese per lui sostenute. Di norma, ai fini della detrazione, il documento che certifica la spesa dovrebbe essere intestato al genitore che l’ha effettuata. Laddove, viceversa, il documento fosse intestato al figlio fiscalmente a carico, le spese:

  • andrebbero suddivise tra i due genitori nella misura in cui sono state effettivamente sostenute,
  • oppure, qualora i genitori scegliessero di ripartire le spese in misura diversa dal 50 per cento, dovrebbero annotare la percentuale di ripartizione nel documento comprovante la spesa.

Ora, quando certe spese sono pagate nell’interesse di familiari a carico, il documento che le certifica deve essere intestato al contribuente che paga l’onere. Nel caso specifico, invece, in cui il documento fosse intestato al figlio, le spese dovranno essere suddivise al 50% tra i due genitori. Tuttavia, siccome ai fini della detrazione degli oneri è necessario che essi siano rimasti effettivamente a carico del contribuente, qualora la spesa fosse stata sostenuta da uno dei genitori e questi fosse in grado di provarlo, il medesimo potrà detrarre l’intero importo annotando sul documento comprovante la spesa una dichiarazione con la quale attesterà di averla sostenuta interamente (circolare AdE 108/E/1996, risposta 2.4.6). Quindi, se i genitori intendono ripartire le spese in misura diversa dal 50%, devono per forza annotare sul documento comprovante la spesa la percentuale di ripartizione. Infine, se uno dei due coniugi è fiscalmente a carico dell’altro, quest’ultimo può considerare l’intera spesa sostenuta ai fini del calcolo della detrazione o della deduzione (circolare AdE 11/E/2007, risposta 2.1).

Luca Napolitano

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