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08/05/2018

Detrazione spese funebri: annullato il vincolo parentale

Niente più obbligo di vincolo parentale per detrarre le spese funebri. È una novità, questa, introdotta a partire dal 2016, quindi il 2018 è il secondo anno in cui produrrà un effetto pratico sulle dichiarazioni 730/Redditi. Le spese funebri sono incluse nei modelli precompilati dell’Agenzia. Quindi quei contribuenti che dovessero averle sostenute nel 2017 se le troveranno con ogni probabilità già indicate in dichiarazione. Se invece non ci fossero, ciò non significherebbe perdere la possibilità di chiedere il beneficio. Si potrà comunque integrale al modello conservando la fattura della ditta funebre.

Fattura intestata a chi? Al coniuge del de cuius? A un parente stretto? Non solo. Col decadimento, infatti, del vincolo familiare, in base al quale fino al 2016 (redditi 2015) si sono potute detrarre le spese funebri sostenute esclusivamente in occasione del decesso di uno dei parenti indicati nell’articolo 433 del Codice Civile, adesso anche un amico, il compagno o un semplice conoscente della persona scomparsa possono portarne in detrazione le spese funebri. Di conseguenza, come disposto dall’articolo 1, comma 954, della Legge di Stabilità 2016, divengono detraibili “le spese funebri sostenute in dipendenza della morte di persone, per un importo non superiore a euro 1.550 (fino al 2015 il tetto era di 1.549,37 euro, ndr) per ciascuna di esse”.

Ciò significa che i 1.550 euro non corrispondono al quantum effettivo che si sottrae dall’imposta lorda, ma alla soglia di spesa sulla quale viene poi calcolato il 19%. Oltretutto va precisato che tale soglia va riferita a ciascun decesso, non al singolo contribuente che sborsa l’importo. In altri termini, per ciascun decesso la detrazione massima spettante equivarrà a 294,5 euro (ossia il 19% di 1.550), da spartire, eventualmente, fra tutti quelli che hanno sostenuto la spesa. Qualora poi fossero più d’una le spese da detrarre, sarà sufficiente compilare più righi tra l’E8 e l’E12, indicando il medesimo codice di spesa “14” con a fianco il relativo importo.

Se la spesa funebre dovesse essere sostenuta da più persone, ma la fattura risultasse intestata a una sola di esse, gli altri avrebbero comunque diritto a spartirsi la detrazione. Questo perché il principio prevalente è quello che agevola chi di fatto ha sostenuto la spesa. Nel caso quindi la fattura dell’agenzia funebre riportasse il nome di una sola persona, ma di fatto alla spesa avessero contribuito più soggetti, sulla fattura stessa andrà riportata un’annotazione (sottoscritta dall’intestatario) che certifichi la spartizione dell’importo. In questo modo, conservando tutti una copia della fattura, sarà possibile applicare la detrazione pro-quota.

Un ultimo chiarimento va fatto su un aspetto non sempre conosciuto, o quantomeno sottovalutato, di questa detrazione, e cioè il cosiddetto principio o criterio di “attualità”. In buona sostanza il Fisco ammette la detrazione esclusivamente per le spese che implicano un legame immediato, attuale appunto, con l’evento della morte. Le spese detraibili saranno quindi quelle “ordinarie” sostenute in occasione di ogni decesso, non quelle effettuate a priori (come ad esempio l’acquisto preventivo di un loculo) o a posteriori (come ad esempio capita quando il Comune, a distanza di anni, esige il trasporto o la risistemazione della salma).

Luca Napolitano

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