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News
05/12/2018

Decreto Fiscale: ok a Bonus bebè, rottamazione e stralcio mini-cartelle

Decreto fiscale sì, ma fino a un certo punto. In effetti la conversione in legge del Dl 119, approvata giorni fa dal Senato, sull'articolato originale pubblicato in GU il 23 ottobre scorso, ha portato a una sorta di decreto "omnibus", dove accanto alle note misure su rottamazione-ter, "pace fiscale", fatturazione elettronica e stralcio delle mini-liti, troviamo disposizioni in materia sanitaria, di trasporti, lavoro, caporalato, banda ultra-larga o fondi per eventi calamitosi, ecc. E inoltre, fra gli articoli, è spuntata anche la proroga del popolarissimo Bonus bebè di renziana memoria, ovvero l'assegno per la natalità (originariamente triennale) che l'Inps, nel rispetto di determinati parametri economici, eroga alle famiglie con nuovi nati o adottati.

Quello del Bonus bebè è certamente uno degli aspetti da rimarcare nell'attuale struttura del decreto, se non altro per le ripercussioni politiche (in particolare all'indirizzo di Lorenzo Fontana, ministro per le politiche per la famiglia) che erano sorte all'indomani della sua presunta cancellazione nella Legge di Bilancio 2019. Assente, quindi, nell'articolato della manovra economica, il bonus è stato "ripescato" nel Dl Fisco, mantenendo per i nuovi nati o adottati dal 1° gennaio al 31 dicembre 2019, la stessa durata annuale prevista per i nati o adottati del 2018.

Concentrandoci invece sul merito delle disposizioni fiscali, il processo di conversione del Senato ha mantenuto anzitutto i capisaldi della rottamazione e il cosiddetto "stralcio" dei piccoli contenziosi fino a 1.000 euro. Per l'esattezza qualche modifica è stata introdotta nell'ambito della rottamazione, ma si tratta comunque di assestamenti migliorativi - rispetto alla formula originaria - per i debitori che se ne avvarranno, sia i neofiti della prima ora, sia quelli che transiteranno dalla precedente rottamazione-bis. C'è inoltre, sempre in ambito fiscale, anche se non in termini di oneri tributari, tutto il comparto della fatturazione elettronica sul quale il legislatore del Senato è intervenuto inserendo alcuni casi di esonero.

Nel complesso, quindi, lo spirito del testo, ormai generalmente percepito come il decreto della "pace fiscale", non si allontana da quell'ottica "compromissoria" già mostrata da altri precedenti decreti, o se non altro ne assorbe la logica di snellimento sulla mole del contenzioso storico. Non vi spiccano, insomma, misure particolarmente originali, piuttosto lo si potrebbe leggere come la prosecuzione ideale di un tracciato già precedentemente avviato. La stessa fatturazione elettronica, vera novità che comporterà la telematizzazione di tutto un processo finora affidato alla carta, non la scopriamo certo adesso, ma era già in agenda da tempo, anche se l'obbligo di fatto scatterà dal 2019. Lo stralcio automatico delle cartelle fino a 1.000 euro, che saranno dunque cancellate senza il bisogno di ulteriori istanze da parte del debitore, può dirsi una disposizione sensata, lodevole, pratica, "umana" per certi versi, ma pur sempre una disposizione che non aggiunge novità.

Da segnalare, invece, la riscrittura (totale) dell'articolo 9, che prima prevedeva "Disposizioni in materia di dichiarazione integrativa speciale", mentre adesso riporta il più generico titolo "Irregolarità formali". In pratica, stando alla precedente formulazione, la norma avrebbe ammesso, fino al 31 maggio 2019, l'integrazione di "errori od omissioni" commessi nelle dichiarazioni fiscali presentate entro il 31 ottobre 2017, e tale integrazione avrebbe comportato il pagamento di una quota forfettaria del 20% in rapporto al maggior imponibile integrato. Per come invece è stato riscritto l'articolo, la regolarizzazione punta adesso a sanare, dietro versamento di una sanzione di 200 euro, certe tipologie di errori che sono però ininfluenti sul piano del reddito imponibile. L'idea, infine, di aver "trascinato" dentro al Decreto fiscale una misura per la famiglia come il Bonus bebè, è un chiaro sintomo di opportunità politica, ma a parte questo le condizioni dell'assegno restano immutate rispetto all'ultima versione già in vigore per le nascite o le adozioni avvenute nel 2018.

Vediamo allora le misure nel dettaglio.

Art. 3
Definizione agevolata dei carichi affidati all'agente della riscossione (cd Rottamazione-ter)
Il testo di conversione apporta modifiche non sostanziali rispetto all'articolato originale, tuttavia agevolative per i contribuenti che si avvarranno del beneficio. Dopo la prima e la seconda rottamazione, se ne introduce una terza che dà la possibilità di ridefinire in una forma ulteriormente agevolata i debiti erariali relativi alle cartelle affidate all’Agente della riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2017. Il debitore dovrà manifestare la propria volontà di adesione entro il 30 aprile 2019.

Le condizioni agevolate prevedono:
  • azzeramento delle sanzioni;
  • azzeramento degli interessi di mora;
  • possibilità di versare il debito in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2019;
  • possibilità di suddividere il versamento in 18 rate (nel testo originale ne erano previste 10), la prima e la seconda delle quali, ciascuna di importo pari al 10 per cento delle somme complessivamente dovute ai fini della definizione, in scadenza rispettivamente il 31 luglio e il 30 novembre 2019; le restanti, di pari ammontare, scadenti il 28 febbraio, il 31 maggio, il 31 luglio e il 30 novembre di ciascun anno a decorrere dal 2020 (nel testo originale erano rate consecutive di pari importo lungo un arco di 5 anni);
  • compensare i debiti tramite eventuali crediti maturati nei confronti della pubblica amministrazione.

Art. 4

Stralcio dei debiti fiscali fino a 1.000 euro
Articolo rimasto identico. I debiti risultanti da carichi affidati agli agenti della riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2010, che alla data di entrata in vigore del decreto presentino un importo residuo complessivo non superiore a 1.000 euro sono automaticamente annullati, quindi senza l'obbligo, da parte dei contribuenti interessati, di presentare una specifica istanza di annullamento.

Artt. 1, 2, 5, 6 e 8
Altre forme di “definizione agevolata” oltre alla Rottamazione-ter
Si prevedono le seguenti forme di definizione agevolata:
1. sui processi verbali di constatazione è consentita la regolarizzazione di violazioni constatate in materia di:
a) imposte sui redditi e relative addizionali,
b) contributi previdenziali e ritenute,
c) imposte sostitutive,
d) imposta regionale sulle attività produttive,
e) imposta sul valore degli immobili all'estero,
f) imposta sul valore delle attività finanziarie all'estero,
g) imposta sul valore aggiunto;

2. sugli atti del procedimento di accertamento è consentito il pagamento per le sole imposte (senza le sanzioni, gli interessi e gli eventuali accessori) notificate su:
a) avvisi di accertamento,
b) avvisi di rettifica e di liquidazione,
c) atti di recupero;

3. sulle controversie tributarie aventi ad oggetto atti impositivi pendenti in ogni stato e grado del giudizio in cui è parte l’Agenzia delle Entrate. È questo un ambito dove il Senato ha introdotto alcune modifiche circa le percentuali richieste per sanare il rapporto con l'amministrazione finanziaria. Ad esempio: "In caso di ricorso pendente iscritto nel primo grado, la controversia può essere definita con il pagamento del 90 per cento del valore della controversia".

Oppure, in caso di soccombenza dell’Agenzia delle Entrate, la controversia può essere definita con il pagamento del:
  • 40% del valore della controversia (se l'Agenzia ha perso in primo grado);
  • 15% del valore della controversia (se l'Agenzia ha perso in secondo grado);
  • 5% del valore della controversia (in caso di pendenza innanzi alla Corte di cassazione, e comunque dopo la vittoria, in primo e secondo grado, del contribuente).

4. sulle imposte di consumo, per i debiti tributari maturati fino al 31 dicembre 2018, la cui sentenza non sia ancora passata in giudicato, viene consentito il versamento di un importo pari al 5% dell’imposta dovuta, senza interessi né sanzioni.

Art. 9
Irregolarità formali

Era l’articolo della tanto discussa dichiarazione integrativa (simile in pratica a un condono), ma adesso non lo è più. L'articolo è stato letteralmente riscritto, riformulato da cima a fondo sia nella forma che nella sostanza. Alla base (come per il Bonus bebè) ci sono ragioni di opportunità politica. Rispetto alla versione originaria, caldeggiata dalla Lega Nord, che prevedeva la possibilità di integrare, a posteriori, redditi omessi, o denunciati solo in parte, nelle dichiarazioni fiscali "presentate entro il 31 ottobre 2017 ai fini delle imposte sui redditi e relative addizionali, delle imposte sostitutive delle imposte sui redditi, delle ritenute e dei contributi previdenziali, dell’imposta regionale sulle attività produttive e dell’imposta sul valore aggiunto", l'attuale formulazione introduce la possibilità di sanare "le irregolarità, le infrazioni e le inosservanze di obblighi o adempimenti, di natura formale, che non rilevano sulla determinazione della base imponibile ai fini delle imposte sui redditi, dell’IVA e dell’IRAP e sul pagamento dei tributi, commesse fino al 24 ottobre 2018". Quindi in sostanza: se prima, entro un limite di 100.000 euro di imponibile annuo, l'articolo 9 ammetteva la dichiarazione (tardiva) di somme mai denunciate, sulle quali, in sostituzione delle imposte ordinarie, lo Stato si sarebbe "accontentato" forfettariamente di un risicato 20%, e per di più senza l'irrogazione di sanzioni e interessi, adesso l'impostazione viene completamente stravolta, prevedendo al massimo la sanatoria di errori formali, cioè di errori che non hanno inciso sulla dichiarazione del reddito imponibile, dietro la corresponsione di una sanzione fissa pari a 200 euro. Se non era un condono, poco ci mancava.

Art. 10
Fatturazione elettronica
Articolo rimasto sostanzialmente immutato rispetto alla formulazione originaria, ma con l'aggiunta di due categorie esonerate. Subentra, dal 1° gennaio 2019, l’obbligo (non più prorogabile) di fatturazione elettronica. Tale norma “chiude” definitivamente il percorso di avvicinamento intrapreso dal legislatore già a partire dal luglio 2016, ovvero da quando l’Agenzia delle Entrate iniziò a mettere “a disposizione dei contribuenti, gratuitamente, un servizio per la generazione, la trasmissione e la conservazione delle fatture elettroniche”. Dal 2017, invece, la fatturazione elettronica è divenuta un’opzione percorribile dai soggetti titolari di partita Iva (pena sanzioni in caso di omissione della trasmissione o di trasmissione di dati incompleti, una volta manifestata la volontà di avvalersi dello strumento informatico). Veniamo così al presente Decreto fiscale con l’introduzione dell’obbligo generale di trasmissione telematica delle fatture a partire da gennaio 2019, ma con due eccezioni.

Saranno infatti esonerati dall'obbligo di fatturazione elettronica:
  • gli operatori sanitari (per il solo periodo d'imposta 2019) e "con riferimento alle fatture i cui dati sono inviati al Sistema tessera sanitaria";
  • le associazioni sportive dilettantistiche i cui proventi derivanti da attività commerciali non superino, per ciascun anno d'imposta, un volume di 65.000 euro.

In linea generale vengono comunque previsti, per la durata del primo semestre gennaio-giugno 2019:
  • l’azzeramento delle sanzioni a condizione che la fattura sia emessa in modalità elettronica “entro il termine di effettuazione della liquidazione periodica dell’imposta sul valore aggiunto” in riferimento allo stesso periodo (mensile/trimestrale);
  • la riduzione delle sanzioni dell’80% a condizione che la fattura elettronica sia emessa oltre il termine di cui al punto precedente ed “entro il termine di effettuazione della liquidazione dell’imposta sul valore aggiunto del periodo successivo”.

Artt. 11 e 12
Semplificazione in materia di E-Fattura
Viene introdotta dal 1° luglio 2019 la possibilità di invio tardivo della fattura elettronica, ovvero entro 10 giorni dalla data di effettuazione dell’operazione. Inoltre, ai fini della corretta liquidazione dell’Iva la fattura dovrà essere in ogni caso ricevuta e annotata entro il 15 del mese successivo.

Art. 16
Giustizia tributaria digitale
Nessuna modifica rispetto alla versione originaria. Viene introdotto, a decorrere dal 1° luglio 2019, l’obbligo del processo tributario telematico. Cosa significa? Significa che dal prossimo luglio “l’obbligatorietà del deposito telematico di atti e documenti, determinerà presso ciascuna Commissione provinciale e regionale l’immediata e quasi totale eliminazione del deposito cartaceo della documentazione relativa alle nuove controversie. L’utilizzo delle procedure informatiche resterà facoltativo solo per i contribuenti che decidono di stare in giudizio senza assistenza tecnica” (fonte, www.ipsoa.it).

Art. 17
Trasmissione telematica dei corrispettivi
È questa una norma che farà compiere un salto “evolutivo” in più al processo di fatturazione elettronica. Cioè: a decorrere dal 1° gennaio 2020 subentrerà l’obbligo non solo di fatturare in modalità elettronica, ma anche di “memorizzare elettronicamente e trasmettere telematicamente all'Agenzia delle Entrate i dati relativi ai corrispettivi giornalieri”. Questo consentirà in pratica di eliminare alcuni adempimenti contabili come l’obbligo di tenuta dei registri e conservazione delle fatture e degli scontrini oltre che di esercitare un controllo maggiore (ma meno invasivo) da parte dell’Agenzia delle Entrate. Però attenzione: lo stesso obbligo di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri, viene anticipato al 1° gennaio 2019 per tutti i soggetti con un volume d’affare superiore a 400.000 euro.

Art. 23-quater
Disposizioni per la promozione delle politiche per la famiglia
È l’articolo che proroga di un altro anno il Bonus bebè. Ne potranno quindi beneficiare, per i primi 12 mesi di vita del bambino, o di permanenza nell’abitazione dei genitori adottivi, le famiglie con bambini nati o adottati tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2019. L’importo è quello noto di 80 euro al mese (960 euro l’anno) e il requisito per poter fare richiesta è sempre lo stesso: un Isee del nucleo familiare non superiore a 25.000 euro. Se poi l’Isee del nucleo non supera quota 7.000 euro l’assegno viene raddoppiato: 160 euro al mese per una durata di 12 mesi (1.920 euro all’anno).

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