loading

La nuova area riservata di myCAF

I tuoi documenti fiscali sempre a portata di clic...

Cerchi informazioni su fisco e dintorni?

su myCAF trovi tutte le risposte alle tue domande

Per ogni domanda, c'è sempre una risposta...

Consulta il nostro archivio di domande e risposte,
o poni direttamente il tuo quesito in materia fiscale
al nostro team di esperti.

Casa, casa, quanto mi costi!

Ma siamo certi di ottimizzare tutte le spese?

Consulta i nostri servizi per il calcolo dell'imposta di compravendita degli immobili,
per la detraibilità degli interessi del mutuo,
o la convenienza della cedolare secca per i redditi da locazione.

Le novità di CAF ACLI
Area Riservata Caf Acli
Iscriviti e accedi ai servizi personalizzati che ti aiuteranno a gestire al meglio la tua posizione fiscale e previdenziale.
Iscriviti
E-Mail:
Password:
Accedi

News

24/04/2012

Contrastare l'evasione per ridurre le tasse

“I risultati del contrasto all’evasione e della razionalizzazione delle spese dovranno consentire di ridurre le elevate quote di prelievo”. Più chiaro non potrebbe essere il giudizio di Bankitalia sull'attuale clima economico italiano. Giudizio affidato al suo vicedirettore Salvatore Rossi che ha presentato l'analisi di Palazzo Koch durante l’audizione parlamentare di ieri sul Def 2012, Documento di programmazione economica. Bankitalia in buona sostanza fa il punto su una situazione che porta i segni evidenti di un’economia che non cresce e di una recessione che non dà segni di cedimento. In un simile contesto l’obiettivo cui dare la precedenza assoluta è diventato il pareggio di bilancio, livellare cioè le uscite alle entrate, e per fare questo si sono dovuti sottoporre a un prelievo forzato sia la ricchezza che il consumo. Concetto ribadito anche dal presidente della Corte dei Conti Luigi Giampaolino, che durante la stessa audizione parlamentare ha fatto presente come “l’urgenza del riequilibrio dei conti si è tradotta inevitabilmente nel ricorso al prelievo fiscale, forzando una pressione già fuori linea nel confronto europeo e generando le condizioni per ulteriori effetti recessivi”.

PRESSIONE FISCALE –
La situazione è ben nota. L’Italia, che già di per sé non è cresciuta nell’ultimo decennio, si troverà, nell'immediato futuro, a fare i conti con una pressione fiscale al di sopra di ogni record storico: il livello più alto toccato nel ’94, quando le entrate furono il 43,4% del Pil, sarà nettamente superato nel 2012 col 45%. “Nel 2011 – ricordava giorni fa il Messaggero – la pressione fiscale si era fermata al 42,5%. Per le sole entrate tributarie tra lo scorso anno e questo è previsto un incremento di ben 41 miliardi, essenzialmente dovuto all’effetto delle misure fiscali contenute nelle varie manovre del 2011 avviate dal precedente governo e poi culminate nel decreto “salva-Italia”. Arriveranno soldi dagli immobili (vedi l’Imu), dalle accise e quasi certamente dai nuovi balzelli Iva. Tutti soldi, però, che proverranno da un tessuto sociale fortemente indebolito, che non cresce e non produce. Ecco dunque gli effetti distorsivi della pressione fiscale. Il dato, infatti, pone in relazione le entrate statali, che tuttavia non sono soltanto quelle tributarie, ma anche i contributi versati dai lavoratori, e il Prodotto interno lordo (Pil), cioè la ricchezza prodotta. È ovvio, quindi, che con un Pil allo stremo e la fiscalità che inasprisce i suoi prelievi (le stime di gettito previste per il 2012 ammontano a 716,2 miliardi) il rapporto fra quanto si paga e quanto si produce non può che aumentare.

RECUPERO DELLA COMPETITIVITA’ –
Eppure siamo solo all’inizio. Nel 2013, infatti, anno per cui è previsto il pareggio di bilancio, la pressione fiscale sarà destinata nuovamente ad aumentare toccando quota 45,4%, per poi “scendere”, si fa per dire, al 45,3% nel 2014 e “rientrare” sotto la soglia del 45% nel 2015. Un triennio, dunque, che già si annuncia durissimo considerando anche il fatto che le nostre famiglie, come rilevato dal presidente dell’Istat Enrico Giovannini, non riescono più a risparmiare, difficoltà, tuttavia, che perdura dal 2008. L’unica via possibile, quindi, fa presente Bankitalia, è quella di una politica economica improntata al recupero della competitività e alla creazione di condizioni favorevoli alla ripresa dello sviluppo. A cominciare proprio dagli ingredienti di una più equa redistribuzione del prelievo, attraverso i proventi della lotta all’evasione, e di un contenimento della spesa pubblica in grado di alleviare, seppur di poco, il peso del Fisco.


Torna alla ricerca

Lo sapevi che...

 
Social Network
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Ti piace? Dillo
con Facebook
Diffondi su
Twitter
Fai +1 con
Google Plus
Condividi su
LinkedIn
loading
loading
loading
loading
loading
loading