Area Riservata Caf Acli
Iscriviti e accedi ai servizi personalizzati che ti aiuteranno a gestire al meglio la tua posizione fiscale e previdenziale.
E-Mail:
Password:
Iscriviti
Oppure registrati se non sei ancora un utente myCAF
News
29/05/2018

Cessione Ecobonbus valida anche per le abitazioni

Porte, anzi portoni spalancati, per la cessione dell’Ecobonus che diventa “extralarge”. Con le novità, infatti, introdotte dall’ultima Legge di Bilancio 2018 (quindi in riferimento alle sole spese sostenute a partire dallo scorso gennaio), la possibilità per i soggetti – appartenenti o meno alla cosiddetta no tax area – di cedere a terzi la detrazione spettante per i lavori finalizzati al risparmio energetico, si va ad arricchire di un’opzione in più. Opzione per modo di dire, perché di fatto quella disposta dall’ultima Manovra 2018 è un’apertura in piena regola che amplia esponenzialmente la potenziale platea di soggetti cedenti.

In pratica, se fino allo scorso anno la detrazione era cedibile solo in riferimento agli eco-interventi di livello condominiale, dal 2018 la cessione interessa/interesserà anche i bonus derivanti dai lavori effettuati sulle singole unità immobiliari. Lavori, in buona sostanza, svolti privatamente. È questa dunque la novità che la stessa Agenzia delle Entrate ha messo in rilievo nella recente circolare 11/E fatta uscire lo scorso 18 maggio, confermando, fra le altre cose, che:

  • il predetto credito può essere ceduto ai fornitori che hanno effettuato gli interventi nonché ad altri soggetti privati, con la facoltà per gli stessi di successiva cessione del credito, con esclusione delle banche e degli intermediari finanziari;
  • il credito può essere ceduto anche alle banche e agli intermediari finanziari da parte dei soli contribuenti che ricadono nella no tax area.

Facciamo dunque un salto indietro e ripercorriamo le tappe della vicenda. Per i contribuenti della no tax area, coloro cioè che avendo redditi troppo bassi non hanno margini di manovra per poter beneficiare delle detrazioni teoricamente spettanti (detrazioni che in questi casi eccedono la stessa imposta), l’opportunità di cedere l’Ecobonus era già in vigore per le spese del 2016.

Successivamente, dal 1° gennaio 2017 (parliamo quindi della penultima Finanziaria), sono intervenute le prime “migliorie” secondo le quali “le spese sostenute dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021 per interventi di riqualificazione energetica di parti comuni degli edifici condominiali che interessino l'involucro dell'edificio con un'incidenza superiore al 25 per cento della superficie disperdente lorda dell'edificio medesimo nonché per quelli finalizzati a migliorare la prestazione energetica invernale ed estiva e che conseguano almeno la qualità media ai sensi del decreto del Ministro dello sviluppo economico 26 giugno 2015, i condòmini possono optare per la cessione del credito corrispondente alla detrazione (pari, rispettivamente, al 70 o al 75 per cento delle spese sostenute) ai fornitori che hanno effettuato gli interventi ovvero ad altri soggetti privati, con facoltà di successiva cessione del credito”. Si parlava insomma di interventi sempre di portata condominiale, ma in tal caso la cessione era estesa anche a coloro che non rientravano nella no tax area.

Oltretutto, in via straordinaria, i soli soggetti no tax area avrebbero potuto cedere la detrazione “anche ad istituti di credito e ad intermediari finanziari” a patto che le condizioni di incapienza sussistessero “nell’anno precedente a quello di sostenimento delle spese”. Non solo, ma al tempo stesso è stato reso cedibile, sempre per lavori di portata condominiale e sempre effettuati tra il 2017 e il 2021, anche il cd Sismabonus legato agli interventi di messa in sicurezza antisismica su edifici ubicati in zone sismiche 1, 2 e 3. Interventi, questi ultimi, da cui dovrebbe derivare, come minimo, l’abbassamento di una classe di rischio. In tal caso la detrazione, ceduta o goduta, spetterebbe nella misura del 75% della spesa. Se invece l’abbassamento fosse di due classi di rischio, il bonus a questo punto verrebbe calcolato nella misura dell’85% della spesa.

Nei precedenti provvedimenti su Eco e Sismabonus che l’Agenzia delle Entrate ha fatto uscire a giugno 2017, si diceva con esattezza che “il credito d’imposta può essere ceduto dai condomini anche non tenuti al versamento dell’imposta sul reddito, a condizione che siano teoricamente beneficiari della detrazione d’imposta prevista”. Ma nel concreto cosa occorre fare? Il condòmino che cede il credito deve in buona sostanza comunicare all’amministratore del condominio, entro il 31 dicembre del periodo d’imposta di riferimento, “l’avvenuta cessione e la relativa accettazione da parte del cessionario, indicando la denominazione e il codice fiscale di quest’ultimo, oltre al proprio nome, cognome e codice fiscale” (in ogni caso su questi aspetti fiscali e procedurali è possibile avvalersi della consulenza di CAF ACLI che ha avviato proprio in questi giorni una partnership con Harley&Dikkinson). L’amministratore dal canto suo comunicherà la denominazione, il codice fiscale del cessionario, l’accettazione da parte di quest’ultimo del credito ceduto nonché l’ammontare dello stesso, spettante sulla base delle spese sostenute dal condominio entro il 31 dicembre dell’anno precedente, e consegnerà al condòmino stesso la certificazione delle spese a lui imputabili, sostenute nell’anno precedente.

Quindi, in conclusione, preso atto della novità della cessione del Bonus 65% allargata ai lavori di risparmio energetico effettuati su singole abitazioni, l’Agenzia ha rimarcato il fatto che “la possibilità di cedere la detrazione riguarda tutti i soggetti che sostengono le spese in questione, compresi coloro che, in concreto, non potrebbero fruire della corrispondente detrazione in quanto l’imposta lorda è assorbita dalle altre detrazioni o non è dovuta”. Per quel che riguarda invece i soggetti “cessionari” (cioè coloro ai quali può essere destinata la cessione), l’amministrazione elenca i seguenti: 1) i fornitori dei beni e servizi necessari alla realizzazione degli interventi agevolabili; 2) i soggetti privati (non solo persone fisiche, ma anche i soggetti che esercitano attività di lavoro autonomo o d’impresa, anche in forma associata), e infine 3) banche e intermediari finanziari, questi ultimi però solo nell’ipotesi di cessione del credito da parte di un contribuente no tax area.

Luca Napolitano

Per saperne di più, e per ottenere un’adeguata consulenza, contatta il team di CAF ACLI.


Torna alla ricerca

Scadenze fiscali

2017 2018 2019
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic
Convocazioni
Lo sapevi che...