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News
29/03/2018

Benefici prima casa salvi con la cessione tra separati

I benefici prima casa sono salvi se, in caso di separazione, uno dei due coniugi trasferisce il possesso dell’abitazione all’altro coniuge. È quanto emerge da una sentenza della Corte di Cassazione nella quale i giudici hanno appunto riconosciuto che i benefici fiscali previsti per l’acquisto della prima casa “non vengono meno qualora l’acquirente trasferisca l’abitazione al coniuge, a seguito di un accordo concluso in sede di separazione, sia pur entro cinque anni dall’acquisto originario e nonostante non venga acquistata una nuova abitazione entro un anno dalla vendita”.

È noto infatti che la norma generale presuppone la decadenza dai benefici qualora l’immobile - acquistato tramite le agevolazioni fiscali - venga ceduto prima che siano trascorsi cinque anni senza che entro un anno dalla cessione sia stato acquistato un nuovo immobile da adibire ad abitazione principale. La Corte di Cassazione ha però evidenziato che il contribuente ha ceduto l’immobile alla moglie “in attuazione degli accordi di separazione consensuale, omologata dal Tribunale, affinché restasse destinato ad abitazione dei figli minori affidati alla madre in base ai medesimi accordi”, derogando di fatto al principio generale sopra richiamato.

Si tratta in buona sostanza di una cessione non equiparabile alle altre. A tal riguardo i giudici hanno infatti ricordato un’analoga pronuncia della stessa Cassazione secondo la quale “l’attribuzione al coniuge della proprietà della casa coniugale in adempimento di una condizione inserita nella separazione consensuale non costituisce una forma di alienazione dell’immobile rilevante ai fini della decadenza dai benefici prima casa”, bensì una “forma di utilizzazione dello stesso immobile ai fini della migliore sistemazione dei rapporti tra i coniugi, in vista della cessazione della loro convivenza”.

Ecco dunque il motivo per cui, nel caso in esame, non può profilarsi una normale situazione di cessione dell’immobile tale da giustificare l’automatica decadenza del coniuge cedente dai benefici fiscali, considerando inoltre un secondo principio messo in rilievo dalla Cassazione, e cioè quello di una “maggiore valorizzazione dell’autonomia privata nella disciplina dei rapporti familiari”.

Luca Napolitano

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