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18/05/2017

Affitto detraibile per lo studente fuori sede

In pieno tempo di Modello 730, per i molti ragazzi che dallo scorso autunno hanno fatto fagotto per raggiungere le loro facoltà universitarie lontane dal luogo di nascita è utile sapere che il Fisco consente agli studenti fuori sede, o ai loro genitori (quando i figli sono fiscalmente a carico), di detrarre le spese sostenute per gli alloggi in affitto. Tale opportunità richiede comunque determinati requisiti “logistici”, senza i quali il beneficio non può essere applicato. La condizione, infatti, è che gli immobili oggetto di locazione siano situati nello stesso Comune in cui ha sede l’università (o in comuni limitrofi). Essi inoltre devono essere distanti almeno 100 Km dal Comune di residenza e, comunque, devono trovarsi in una diversa Provincia. Una delle domande che spesso ricorrono riguarda proprio il calcolo di questa distanza. Spiega la Circolare delle Entrate n. 34 del 2008 che “al fine di verificare il rispetto del primo requisito è possibile fare riferimento alla distanza chilometrica più breve tra il comune di residenza e quello in cui ha sede l’università, calcolata in riferimento ad una qualsiasi delle vie di comunicazione esistenti, ad esempio ferroviaria o stradale. Il diritto alla detrazione sussiste se almeno uno dei suddetti collegamenti risulti pari o superiore a cento chilometri”.

Un altro aspetto da valutare è il limite complessivo di spesa soggetto a detrazione, vale a dire 2.633 euro. Sappiamo che la detrazione viene applicata nella misura del 19% entro quel limite. Proviamo allora a immaginare qualche caso pratico. Ad esempio: genitore con figlio interamente a carico e contratto di locazione intestato al genitore stesso, dal quale però si deduce che l’immobile è destinato all’utilizzo del figlio. Ferme restando le suddette condizioni logistiche, e considerando che l’agevolazione fiscale spetta anche nel caso in cui l’onere sia sostenuto nell’interesse di familiari a carico, l’intestazione del contratto a nome del genitore non costituirà un ostacolo al riconoscimento dello sgravio. Ipotizziamo adesso lo stesso esempio, ma con due figli a carico anziché uno. In tal caso come andrà valutato il limite di 2.633 euro? Come una soglia complessiva di spesa annua, o come una soglia “ad personam”, cioè riferita alla spesa sostenuta per ciascun figlio? Purtroppo vale la prima opzione: la soglia sostanzialmente è da intendersi come il limite complessivo di spesa effettuata nell’arco dei 12 mesi, e ciò anche “nell’ipotesi del genitore che sostenga la spesa per più contratti in riferimento a più di un figlio” (in caso di dubbio si può usufruire del nostro servizio di compilazione Il730Online).

Un’ultima casistica su cui vale la pena soffermarsi è quella dei genitori che hanno contemporaneamente uno o più figli a carico. Immaginando che il contratto di locazione sia intestato ad un solo genitore, che ha sostenuto la spesa, la detrazione del 19% sarà riconosciuta soltanto a quest’ultimo genitore nonostante il figlio sia a carico di entrambi. Viceversa, se il contratto è intestato al figlio, o ai figli, “le spese devono essere suddivise tra i due genitori con riferimento al loro effettivo sostenimento, annotando sul documento comprovante la spesa la percentuale di ripartizione, se quest’ultima è diversa dal 50 per cento”. Bisognerà quindi tener presente il limite complessivo di spesa annua pari a 2.633 euro. Così facendo, quandanche i genitori abbiano speso in totale 3.000 euro per l’affitto del figlio, di cui 2.000 il padre e 1.000 la madre (rispettivamente il 66 e 33 per cento della spesa), il 19% della detrazione sarà comunque calcolato su un importo massimo di 2.633 euro.

Considerando allora che il 19% di 2.633 euro equivale a 500 euro - massima detrazione applicabile -, il padre e la madre potranno, rispettivamente, detrarsi il 66 e 33 per cento di questi 500 euro, in base appunto alle singole quote percentuali della spesa effettuata (per il padre la detrazione ammonterà a 330 euro e per la madre a 170 euro). Se invece “uno dei due coniugi è fiscalmente a carico dell’altro, quest’ultimo, ai fini del calcolo della detrazione, potrà considerare l’intera spesa sostenuta”. In caso, infine, di contratto di locazione stipulato da entrambi i genitori, in favore del figlio studente universitario fuori sede, dovendosi presumere che la spesa sia stata ripartita tra i genitori in parti uguali, la detrazione connessa al pagamento del canone spetterà ad entrambi nel limite massimo di 1.316,50 euro. Idem nel caso in cui i genitori abbiano rispettivamente provveduto alle spese per due distinti contratti di locazione intestati ad altrettanti figli (il padre per il figlio A e la madre per il figlio B): la detrazione del 19% verrà così applicata ad entrambi entro la soglia massima di una spesa pari a 1.316,50 euro.

Luca Napolitano

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