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16/05/2017

730 precompilato: sulla disabilità l'errore è sempre in agguato

Il soggetto disabile, fiscalmente parlando, è una delle figure più ricorrenti nella vasta gamma di voci detraibili/deducibili tramite la dichiarazione dei redditi. Proprio per questo capita spesso che un soggetto dichiarante finisca per confondere un determinato onere per un altro, sbagliando magari la sua collocazione nei riquadri del modello, oppure attribuendosi un beneficio che in realtà non gli è dovuto (in caso di dubbio si può usufruire del nostro servizio di compilazione Il730Online). Chiariamo anzitutto che la macro-categoria delle “spese mediche” (il rigo E1 del 730 per intenderci) può includere generalmente ogni tipologia di importo purché appunto riconducibile a una precisa finalità sanitaria/terapeutica, a prescindere dalla presenza o meno di una disabilità. In questi casi si tratta ad esempio di acquisti di medicinali o di dispositivi medici, fino ad arrivare, nei casi più delicati, alle spese per interventi chirurgici. Ribadiamo, comunque, che la concezione di spesa medica generalmente intesa prescinde dal sussistere di una disabilità.

Di seguito ci sono le voci più specifiche, ed è qui che può scappare l’errore. Fatta eccezione per l’acquisto di auto e motoveicoli adattati (o da adattare), che per ovvie ragioni delimita al di là di ogni dubbio la tipologia di spesa agevolata, nell’elenco delle spese detraibili/deducibili troviamo altri due riferimenti diretti ai disabili: quello per le “spese sostenute per persone con disabilità” (rigo E3 del 730) e quello per le “spese mediche e di assistenza specifica per le persone con disabilità” (rigo E25). Nel primo caso si tratta di un onere detraibile dall’imposta, nel secondo di un onere deducibile dal reddito. Se la scelta fosse limitata a queste due voci, tutto sarebbe molto più semplice. Il problema è che a confondere le carte sopraggiunge anche una terza voce (detraibile), quella riferita alle “Spese per gli addetti all’assistenza personale”, che però sono tutt’altra cosa rispetto a quelle sostenute per soggetti riconosciuti disabili ai sensi di legge.

Anzitutto c’è da valutare l’inquadramento giuridico. Com’è noto, la legge italiana cui fare riferimento in tema di handicap o disabilità è la n. 104 del 1992. In particolare bisogna andarsi a leggere l’articolo 3, che stabilisce appunto i “confini” normativi entro i quali si può parlare di handicap. In effetti, ai fini della detraibilità o deducibilità delle spese, il regolamento fiscale si basa proprio sul principio secondo il quale (articolo 3, comma 1) “è persona handicappata colui che presenta una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa e tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione”. Ovviamente, qualunque spesa medica o di assistenza volta a migliorare le condizioni di un soggetto disabile, non potrà prescindere da una certificazione medica in tal senso, e tale certificazione dovrà essere rilasciata da un’apposita commissione sanitaria istituita ai sensi dell’articolo 4 della stessa Legge 104/92 (ovverosia: “Gli accertamenti relativi alla minorazione, alle difficoltà, alla necessità dell'intervento assistenziale permanente e alla capacità complessiva individuale residua, sono effettuati dalle unità sanitarie locali – ex USL ora ASL, ndr – mediante le commissioni mediche che sono integrate da un operatore sociale e da un esperto nei casi da esaminare”).

Tornando quindi alla differenziazione fra spesa e spesa, prima di compilare un rigo piuttosto che un altro bisognerà capire esattamente per quale finalità un onere è stato sostenuto e, di conseguenza, qual è la sua corretta collocazione sul modello (se hai bisogno di aiuto per la dichiarazione dei redditi contatta il nostro nuovo servizio Il730Online). Cominciando quindi dal rigo E3 – importi sostenuti per persone con disabilità –, la voce è qui riferita a spese non propriamente sanitarie, cioè non riconducibili a terapie/interventi/medicinali destinati alla persona, ma più esattamente a certi dispositivi o strumentazioni il cui acquisto, o affitto, è volto a un miglioramento delle condizioni di vita della persona, partendo dai suoi spostamenti per arrivare a una maggiore integrazione sociale. La detrazione fa dunque riferimento alle “spese riguardanti i mezzi necessari all’accompagnamento, alla deambulazione, alla locomozione e al sollevamento” del disabile, oltre che ai “sussidi tecnici e informatici rivolti a facilitarne l’autosufficienza e le possibilità di integrazione”. Volendo fare allora qualche esempio pratico, una spesa classica da inserire in E3 potrebbe essere quella per l’acquisto di poltrone e carrozzelle per inabili e minorati non deambulanti, come anche l’acquisto di arti artificiali per la deambulazione o l’installazione/manutenzione della pedana di sollevamento nell’abitazione del soggetto con disabilità. È dunque evidente per questa categoria la presenza di elementi che di per sé non hanno una finalità sanitaria, ma che agevolano il disabile nella sua quotidianità.

Di contro, le vere spese mediche (generiche o di assistenza specifica) sono quelle per cui vale la deducibilità, al 100%, dal reddito imponibile; tali spese sono inoltre deducibili non solo per se stessi, ma anche se vengono sostenute per determinati familiari disabili, indipendentemente se siano a carico o meno. In tal caso per “assistenza specifica” si possono intendere tante cose, ad esempio un tipo di assistenza “infermieristica e riabilitativa”, oppure quella effettuata da “personale in possesso della qualifica professionale di addetto all’assistenza di base o di operatore tecnico assistenziale, esclusivamente dedicato all’assistenza diretta della persona”. Nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di spese sostenute in strutture di ricovero o riabilitazione, dotate appunto di personale medico qualificato, che sulla ricevuta fiscale indicheranno distintamente la voce delle spese di assistenza rispetto a quelle relative all’ospitalità (pernotto, mensa, ecc). Per quanto riguarda invece le spese mediche generiche, in questo caso vale la doppia scelta a seconda di cosa sia più conveniente: cioè la detrazione al 19% in E1 come normale spesa sanitaria, considerando anche la franchigia di 129,11 euro, oppure appunto la deduzione al 100% in E25.

Restano ora da vedere le spese per gli addetti all’assistenza personale. Come accennavamo, sono importi che non hanno necessariamente a che fare con la disabilità della persona assistita, ma che spesso e volentieri vengono confusi come spese di assistenza specifica al disabile. La differenza però è presto detta: l’assistenza specifica sottintende una qualifica professionale, mentre per “addetti all’assistenza personale” si intendono ad esempio i badanti. Inoltre l’assistenza personale non è mai un’assistenza medico-riabilitativa ma semplicemente l’accudimento della persona quand’essa versa in uno stato di non autosufficienza. L’unico aspetto che tale spesa ha in comune con quelle sostenute per i disabili, è che tanto la disabilità quanto la non autosufficienza debbono risultare da un’apposita certificazione medica, ma a parte questo restano oneri imparagonabili. Sono infatti considerati “non autosufficienti” i soggetti che nel compimento degli atti della vita quotidiana “necessitano di sorveglianza continuativa” o “sono incapaci ad esempio di assumere alimenti, deambulare, espletare le funzioni fisiologiche o indossare indumenti”, mentre la disabilità, ribadiamo, presuppone il persistere di handicap che comporta serie limitazioni fisico-psichico-sensoriali. In parole povere la non autosufficienza è molto comune negli anziani, che però non necessariamente sono affetti da handicap, cioè non hanno quelle caratteristiche fisiche tali da essere considerati disabili; allo stesso modo un soggetto considerato disabile non necessariamente manca di autosufficienza. Ecco perché la normale assistenza personale, pur essendo detraibile, non rientra nell’area medico-sanitaria.

Luca Napolitano

(Scopri Il730Online per compilare comodamente da casa la tua dichiarazione)

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