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News
02/05/2018

730 precompilato: dal 2 maggio partono modifiche e invii

Per 730 e Redditi (ex Modello Unico), si comincia a fare sul serio: dal 2 maggio scatta la possibilità di metter mano, concretamente, alle dichiarazioni precompilate 2018 rese disponibili un paio di settimane fa sul sito dell’Agenzia delle Entrate (il sipario come ricorderete si è alzato il 16 aprile). In pratica, dopo questo primo periodo di “studio”, in cui l’utilizzo delle dichiarazioni è rimasto circoscritto alla sola consultazione, la campagna fiscale entra nel vivo, dando così ai contribuenti la possibilità di inviare (autonomamente, o qualora lo ritenessero opportuno con l’aiuto del CAF o di un professionista) la propria dichiarazione, confermando o modificando il modello precompilato messo loro a disposizione.

Confermarlo significa rispedirlo così com’è al mittente, cioè all’Agenzia, senza apporre nessuna modifica. Qualora invece qualcosa non andasse, le soluzioni potrebbero essere due: o modificare i dati già precompilati, perché inesatti, oppure integrare eventuali dati mancanti, perché non inseriti dall’Agenzia. Ovviamente nulla vieta, ove necessario, la modifica e al tempo stesso l’integrazione, per aggiungere dati mancanti e sostituirne al tempo stesso altri non corretti.

Meglio il “fai da te” o andare al CAF?


Ora, se il cittadino decide di modificare e inviare la dichiarazione autonomamente, se ne assume tutta la responsabilità. Viceversa, nel momento in cui si interpella l’intermediario fiscale, l’intermediario stesso prenderà in esame tutta la documentazione, dopodiché apporrà il cosiddetto “visto di conformità”, sciogliendo così il cittadino da qualunque responsabilità. L’apposizione del “visto”, quindi, pur restando una questione tecnica di poco interesse per il contribuente, è in realtà l’architrave sul quale poggiano la maggior garanzia e la maggior tutela che si hanno nel caso in cui si decida di rivolgersi al CAF.

Col “visto”, in pratica, il CAF garantisce a nome del contribuente la bontà e la liceità di quanto dichiarato all’interno del modello. L’unica cosa, però, di cui gli intermediari non possono rispondere è l’eventuale comportamento doloso da parte del cittadino. Detto altrimenti, in caso di dichiarazione infedele, se l’errore fosse addebitabile alla sola negligenza del CAF, quest’ultimo si farebbe carico sia della maggiore imposta non versata che delle sanzioni più gli interessi (il cittadino quindi non pagherebbe nulla). Viceversa, se fosse provato il dolo, il contribuente sarebbe chiamato a rispondere in prima persona versando sia la maggiore imposta, che le sanzioni più gli interessi.

Le spese e i redditi precompilati


Anche quest’anno si amplia rispetto al passato il menu dei dati precompilati dall’Agenzia delle Entrate. Se ricorderete, l’anno di debutto del modello precompilato i contribuenti vi avevano trovato solo poche voci: i redditi dei terreni e dei fabbricati, quelli da lavoro dipendente e pensione, più gli interessi sui mutui e i contributi previdenziali-assistenziali. Dopodiché il ventaglio si è andato via via allargando, includendo ad esempio le spese d’istruzione, le spese funebri, le spese veterinarie, i premi di assicurazioni sulla vita e ovviamente tutto il ricco comparto delle spese mediche, ivi compresi (dallo scorso anno) i farmaci da banco, le spese per gli psicologi, le spese ottiche (occhiali, lenti a contatto ecc).

Inoltre, fra le altre somme che nel 2017 hanno fatto il loro ingresso nella dichiarazione precompilata, vi sono state anche quelle comunicate all’amministrazione finanziaria dagli amministratori di condominio relativamente agli interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica effettuati sulle parti comuni degli edifici.

Dal 2018, invece, entrano come dati precompilati le spese per gli asili nido e tutte le donazioni ad Onlus, associazioni di promozione sociale, fondazioni e ulteriori associazioni. Al tempo stesso, però, resta da evidenziare l’assenza di tutta un’altra serie di informazioni come le spese di affitto generalmente intese oltre a quelle, specificatamente, sostenute dagli inquilini o dagli studenti fuori sede. Mancheranno inoltre anche le spese per le attività sportive dei ragazzi.

Come scarico la dichiarazione precompilata?


Una delle domande più frequenti riguarda il come “impossessarsi” dei modelli. Dipende anzitutto dalla procedura che si vuole adottare: con o senza intermediario? L’Agenzia delle Entrate, come detto, ha caricato i modelli online in un’area riservata del proprio sito, per accedere alla quale il contribuente autonomo dovrà fare richiesta di un codice PIN. Dopodiché, una volta ricevuto il PIN, potrà consultare la dichiarazione ed eventualmente integrarla da sé, restando pienamente responsabile di quanto dichiarato.

Altrimenti, senza dover aspettare di ottenere il PIN, c’è appunto la possibilità di rivolgersi a un CAF o a un intermediario abilitato che potrà scaricare, previa delega, la dichiarazione per conto del contribuente e assisterlo nella procedura di verifica, eventuale modifica/integrazione, elaborazione e successivo invio telematico. Detto questo, c’è anche da specificare che il contribuente destinatario del modello 730/Redditi precompilato non è affatto obbligato ad utilizzarlo. Potrà infatti presentare la dichiarazione dei redditi con le modalità ordinarie, cioè facendo un normale 730 o un normale Redditi non precompilato.

Luca Napolitano

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