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17/03/2017

Videosorveglianza: entro il 20 marzo la richiesta del credito all'AdE

La sicurezza privata paga, ma bisogna affrettarsi a comunicarne le spese al Fisco. Introdotto per il solo 2016 dalla Legge di Stabilità dello scorso anno, ma con effetti pratici nella dichiarazione 2017 (Modello 730/Modello Redditi ex Unico), il credito d’imposta per gli interventi di prevenzione contro attività criminali potrà essere utilizzato in compensazione oppure come una normale detrazione fiscale dalle persone fisiche non nell’esercizio di attività di impresa o di lavoro autonomo.

Ancor prima, però, di indicarlo in dichiarazione, il credito dev’essere appunto richiesto entro il 20 marzo tramite l’invio telematico di un’apposita comunicazione all’Agenzia delle Entrate, utilizzando il software denominato “Creditovideosorveglianza”, disponibile gratuitamente sul sito internet della stessa Agenzia (nella domanda vanno indicati il codice fiscale del beneficiario e del fornitore del bene o servizio, nonché numero, data e importo delle fatture relative ai beni e servizi acquisiti, comprensivo dell’imposta sul valore aggiunto).

Come accennato, in termini normativi l’agevolazione è definita “credito d’imposta”, ma può avere appunto gli effetti pratici di una detrazione, se non utilizzata in compensazione. A differenza però delle normali detrazioni, che permettono al contribuente di conoscere già in anticipo, in relazione a una certa spesa effettuata, l’importo effettivo detraibile dall’imposta lorda (ad esempio il 50% rateizzato di una ristrutturazione edilizia), in questo caso il meccanismo di attribuzione è totalmente diverso, in quanto la Legge di Stabilità 2016, nell’istituire il credito, ha stanziato un limite massimo – quindi un credito massimo – pari a 15 milioni di euro entro il quale muoversi.

Più specificatamente il MEF, nel decreto attuativo del 6 dicembre scorso, ha spiegato che “l’Agenzia delle Entrate sulla base del rapporto tra l'ammontare delle risorse stanziate (i 15 milioni che abbiamo detto, ndr) e l'ammontare del credito d'imposta complessivamente richiesto (i moduli che verranno spediti dai singoli contribuenti, ndr), determina la percentuale massima del credito d'imposta spettante a ciascun soggetto. Tale percentuale è comunicata con un provvedimento del direttore dell'Agenzia delle Entrate da emanarsi entro il 31 marzo 2017”. Quindi, nella sostanza, ciascuno usufruirà di un bonus rapportato sia al monte delle risorse stanziate sia al monte delle richieste effettivamente pervenute.

Ma a chi e per cosa spetta il credito? Spetta in primis per le spese effettuate nel 2016 per l’installazione, in “immobili non utilizzati nell’esercizio dell’attività di impresa o di lavoro autonomo”, di “sistemi di videosorveglianza digitale o di sistemi di allarme”, nonché per “quelle connesse ai contratti stipulati con istituti di vigilanza, dirette alla prevenzione di attività criminali”.

Destinatarie, come si è detto, sono le persone fisiche che effettuano questi lavori su immobili ad uso residenziale; se invece le spese sono “sostenute in relazione all'immobile adibito promiscuamente all'esercizio d'impresa o di lavoro autonomo e all'uso personale o familiare del contribuente, il credito d'imposta viene ridotto del 50 per cento”. La fruizione avverrà in compensazione, tramite F24 da presentare per via telematica, oppure in diminuzione dall’imposta dovuta in base alla dichiarazione.

Luca Napolitano

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