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News
30/11/2017

Manovra verso l'approvazione: bonus casa confermati

Tra bonus che vengono e bonus che vanno, la manovra 2018 arriva a un punto di svolta. Oggi è il momento del voto in Senato (con fiducia), dopodiché il testimone passerà alla Commissione Bilancio della Camera, che stando alla tabella di marcia decisa dai capigruppo, consegnerà il testo all’aula di Montecitorio il prossimo 19 dicembre. Se tutto dovesse andare come previsto, si avrebbe una Finanziaria fatta e compiuta intorno al 21-22 dicembre, considerando anche l’eventuale secondo passaggio in Senato per dare l’ok sulle probabili modifiche della Camera.

Le ultime ore hanno avuto come “epicentro” della discussione politica il rinnovo del renziano bonus bebè, reso sì strutturale – cioè duraturo negli anni –, ma assicurato in formula piena (cioè 80 euro al mese) per il solo 2018, visto che dal 2019 l’importo annuo finora stabilizzato a 960 euro dovrebbe dimezzarsi a 480. A parte questa diminuzione di importo, non risultano introdotte modifiche sostanziali sul regolamento del beneficio, che dunque verrà mantenuto per le famiglie con indicatore Isee non superiore a 25.000. Un’altra partita decisiva la si è giocata sulla gestione dei popolarissimi bonus casa, ovvero i benefici fiscali, prorogati puntualmente ogni 12 mesi, su ristrutturazioni e risparmio energetico, e da ultimo su arredi, elettrodomestici e interventi di miglioramento antisismico.

Una pletora di sconti, quella sulle abitazioni, alla quale di tanto in tanto si aggiunge qualche nuova voce, come ad esempio quest’anno il cosiddetto “bonus verde”, destinato in pratica alla sistemazione delle aree di giardinaggio, dei balconi o delle terrazze private o condominiali, dove i titolari vogliano recuperare/migliorare/ampliare, magari con un rinnovo strutturale degli impianti di irrigazione, il patrimonio di piante e fiori. Per tornare invece ai “grandi classici”, il bonus 50% su ristrutturazioni e manutenzioni straordinarie/ordinarie resta identico alla sua formula nota, solo prorogato di un altro anno per i lavori eseguiti e saldati fino al 31 dicembre 2018.

Per “identico” intendiamo appunto identico. Non cambia nulla, tutto resta come prima, dai soggetti aventi diritto (titolari, inquilini, comodatari, familiari conviventi, uniti civilmente) alla relativa documentazione da conservare (fatture, bonifici parlanti, eventuali permessi urbanistici o avvisi al Comune), dal massimale di spesa detraibile, che resta fisso a 96.000 euro, a tutto l’insieme dei benefici-satelliti connessi (mutui per ristrutturazioni, acquisto del box pertinenziale e acquisto di abitazioni ubicate in complessi edilizi interamente ristrutturati). Anche il bonus mobili, “figlio” legittimo dello sconto sulle ristrutturazioni (sempre che gli arredi siano destinati alla stessa abitazione ristrutturata), esce indenne dal passaggio d’anno, confermato in ogni suo punto.

Delle piccole modifiche sono state invece introdotte sull’altro “grande classico” parallelo al 50%, l’Ecobonus al 65% sulle riqualificazioni energetiche, e sul Sismabonus abbinato agli interventi antisismici, una specie di “costola”, per così dire, nata in seno al bonus-madre del 50%. Quanto al risparmio energetico, l’impianto della detrazione resta fondamentalmente lo stesso, solo che la percentuale standard del 65% viene abbassata al 50% relativamente ai lavori che interesseranno, dal 1° gennaio 2018, la sostituzione degli infissi, le schermature solari, gli impianti di climatizzazione invernale e le caldaie a condensazione o a biomassa.

Per dirla in breve, avendo in programma uno di questi interventi, converrà portarli a termine e pagarli entro la data del 31 dicembre 2017, altrimenti, con lo scoccare del 2018, tanto varrà, sugli stessi lavori, applicare il 50% inteso però come bonus ristrutturazioni, che a differenza dell’Ecobonus prevede una documentazione molto più snella. Tutto sommato sfuggono le ragioni di questa “retrocessione” di sconto dal 65 al 50%, che di fatto si traduce a un mero spostamento di campo, dall’Ecobonus al classico bonus edile. Quanto al Sismabonus, anch’esso resta pressoché immutato rispetto all’impianto di regole previsto fino al 2021, con la novità, però, che dal 2018 tra i beneficiari figureranno anche gli istituti di edilizia popolare.

Luca Napolitano

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