Area Riservata Caf Acli
Iscriviti e accedi ai servizi personalizzati che ti aiuteranno a gestire al meglio la tua posizione fiscale e previdenziale.
E-Mail:
Password:
Iscriviti
Oppure registrati se non sei ancora un utente myCAF
News
14/07/2017

L'Irpef al 50% sulla casa sfitta non tocca le pertinenze

L’Irpef non tocca le pertinenze dell’abitazione soggetta ad imposta nel Modello 730. È noto come tra Imu e Irpef si inneschi un meccanismo sostitutivo in virtù del quale, generalmente, la passività dell’immobile ai fini Imu lo rende immune dall’Irpef, a meno che non vi sia un affitto in corso, cosa che ovviamente farebbe scattare l’Irpef sul reddito della locazione. Limitando allora il discorso sugli immobili sfitti, nella maggior parte dei casi, l’unico versamento da adempiere sarà quello ai fini Imu/Tasi, mentre in dichiarazione il reddito fondiario non verrà toccato dall’Irpef.

Il quadro però si complica in relazione agli immobili abitativi a disposizione (quindi parliamo sempre di immobili sfitti) situati nello stesso Comune in cui si trova l’abitazione principale. In questi casi, infatti, il reddito di detti immobili, sebbene siano già soggetti a Imu, concorre alla formazione del reddito complessivo nella misura del 50%. Circa l’abitazione principale, nella Circolare AdE n. 11 del 2014 sono state fatte delle importanti precisazioni.

Il riferimento normativo va cercato al comma 3-bis dell’articolo 10 DPR 917/1986, secondo cui l’abitazione principale è quella “nella quale la persona fisica, che la possiede a titolo di proprietà o altro diritto reale, o i suoi familiari dimorano abitualmente”. I familiari possono anche non essere fiscalmente a carico, dunque non interessa nemmeno che convivano con il contribuente. Di fatto, può tranquillamente verificarsi la circostanza in cui il contribuente dimora in un immobile locato e il suo solo immobile di proprietà è adibito ad abitazione principale di un familiare, ad esempio un fratello.

Se invece il contribuente è titolare di due immobili, cioè la sua abitazione principale più un secondo immobile sfitto o concesso in comodato a un familiare, l’amministrazione ha chiarito che solo per l’immobile dove vive il contribuente potrà essere utilizzato il codice di utilizzo 1 – cioè abitazione principale – mentre per l’immobile sfitto o in comodato dovranno usarsi rispettivamente il codice 2 o il codice 10. Se poi questo secondo immobile – e veniamo così alla questione dell’imponibilità ai fini Irpef – si trova nello stesso Comune dell’abitazione principale, ecco che sarà necessario, nella colonna 12 del Quadro B del 730, indicare il codice 3 in modo da consentire la tassazione Irpef sul 50% del reddito fondiario (se hai bisogno di aiuto per la dichiarazione dei redditi contatta il nostro nuovo servizio Il730Online).

Un aspetto che in questi casi crea qualche incertezza, e al quale abbiamo accennato in apertura, è appunto quello della pertinenza legata al secondo immobile. La norma è chiara: la concorrenza al reddito complessivo nella misura del 50% riguarda soltanto gli immobili abitativi non locati situati nello stesso comune della prima casa. Quindi, in buona sostanza, la rendita dell’immobile pertinenziale, che non è chiaramente ad uso abitativo, non concorre alla formazione del reddito imponibile ai fini Irpef.

(Scopri Il730Online per compilare comodamente da casa la tua dichiarazione)

Torna alla ricerca

Scadenze fiscali

2017 2018
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic
Convocazioni
Lo sapevi che...
 
Social Network
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Ti piace? Dillo
con Facebook
Diffondi su
Twitter
Fai +1 con
Google Plus
Condividi su
LinkedIn
loading
loading
loading
loading
loading
loading