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News
07/09/2012

Bonifico incompleto? Niente detrazione

Occhio al bonifico se si vuole godere degli sgravi fiscali per le ristrutturazioni edilizie o il risparmio energetico. La corretta, e soprattutto completa, compilazione del bonifico bancario/postale per il pagamento delle spese d’intervento è in effetti fondamentale per la concessione dell’agevolazione. È quanto chiarisce la risoluzione 55/E delle Entrate dello scorso giugno secondo la quale l’omessa indicazione dei riferimenti necessari non dà diritto alla detrazione.

La suddetta risoluzione rispondeva all’istanza di un contribuente che aveva eseguito un bonifico incompleto. Precisiamo infatti che, ai fini di una corretta compilazione e dunque dell’applicazione dello sconto Irpef, i bonifici relativi a spese per interventi edilizi o di riqualifica energetica debbono necessariamente contenere tre informazioni: il codice fiscale del soggetto che paga (cioè il futuro beneficiario della detrazione); il codice fiscale, o la partita Iva, del beneficiario del pagamento (la ditta che ha eseguito i lavori); ed infine la causale del versamento che coincide col riferimento normativo della detrazione (Art. 16/bis DPR 917/86 e successive modifiche per il 36%, ora innalzato al 50%, e Legge 296/2006 per il 65%).

Ma c’è una ragione alla base di tutto. L’omessa indicazione dei dati rende infatti impossibile la ritenuta del 4% a titolo di acconto dell’imposta sul reddito dovuta dalla ditta che ha effettuato il servizio. Ritenuta che dovrebbe essere operata dall’intermediario (istituto bancario o Poste italiane) presso il quale ci si rivolge per effettuare il pagamento. In altre parole, con i dati incompleti sul bonifico, l’impresa incassa totalmente la somma pagata, senza che da questa venga “stornato” l’anticipo della tassa erariale previsto dal Dl 78/2010, che all’articolo 25 dice testualmente: “A decorrere dal 1° luglio 2010 le banche e le Poste Italiane SPA operano una ritenuta del 4% a titolo di acconto dell'imposta sul reddito dovuta dai beneficiari, con obbligo di rivalsa, all'atto dell'accredito dei pagamenti relativi ai bonifici disposti dai contribuenti per beneficiare di oneri deducibili o per i quali spetta la detrazione d'imposta”.

L’Agenzia lascia comunque aperto lo spiraglio di una soluzione. Chi infatti si fosse reso conto di aver sbagliato la compilazione del bonifico, può ripetere il pagamento fornendo stavolta tutti i dati necessari e avviando la procedura per la restituzione dell’importo originariamente pagato. Il nuovo pagamento comporterà, ovviamente, non solo la possibilità per l’intermediario di effettuare la ritenuta a carico della ditta, ma anche per il contribuente di salvaguardare il proprio diritto alla detrazione.


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